Lo svolgimento dell’ottava Terni Half Marathon, domenica 11 gennaio, oltre a confermare che si tratta – sul piano tecnico e quindi della partecipazione – di una manifestazione podistica di primo piano, ha riacceso, anche a livello social, il dibattito sulla viabilità in occasione di eventi come questi, la partecipazione cittadina, più in generale il loro significato sociale, sportivo ed economico.
Di seguito, pubblichiamo la lettera-sfogo di una cittadina, l’avvocato Donatella Virili, volontaria in occasione della manifestazione sportiva. Un pensiero, il suo, che porta a riflettere e a interrogarci.
di Donatella Virili
Non siamo né potremo essere come New York, Parigi o Valencia o come tutte quelle città che accolgono le manifestazioni sportive come la Terni Half Marathon con partecipazione e tifo, che scendono in strada con cartelli e musica, che spronano ed incoraggiano i runner. Ma lo spettacolo di oggi, i racconti degli atleti e la mia esperienza personale come volontaria per la regolamentazione del traffico sono stati avvilenti. Abbiamo assistito a scene di rabbia, a parole offensive nei confronti dei volontari e degli atleti ma anche dei vigili che regolavano il traffico.
E purtroppo scarsa, se non assente, la partecipazione dei ternani, preoccupati solo di dover modificare per due ore le proprie abitudini domenicali per le strade chiuse al traffico. Nessun rispetto per l’enorme lavoro delle associazioni sportive che per organizzare eventi come questi, che richiedono sempre maggiori sforzi, mettono a disposizione tutto l’impegno e la passione possibile. Nessuna comprensione per i runner che ogni volta che mettono le scarpette per un allenamento o una gara vincono prima di tutto la sfida con sé stessi, che andrebbe rispettata e compresa, oltre che agevolata, dando loro la precedenza se si incontrano per strada.
Non so se quello che è successo oggi è il segno dei tempi, quando sembra ormai normale reagire in ogni contesto con improperi ed offese, non possiamo davvero credere che sia un bene per qualcuno e soprattutto un esempio per le nuove generazioni che ci guardano.
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