di S.F.
«La direzione sottolinea che l’obiettivo di un maggior risparmio non sia stato raggiunto. Va tuttavia considerato che l’obiettivo non è il maggior risparmio in sé, ma la possibilità di efficientare le risorse finanziarie al fine del loro utilizzo per gli scopi programmatici determinando un impatto di tipo economico, sociale». Questo uno dei passaggi del controllo strategico concomitante – a settembre 2025 – del Comune di Terni, approvato la scorsa settimana dall’esecutivo Bandecchi.
IL CONTROLLO STRATEGICO CONCOMITANTE 2025 AL MESE DI SETTEMBRE (.PDF)

Si parla nella fattispecie dell’obiettivo strategico legato al ‘progressivo efficientamento delle risorse finanziarie utili ad essere impiegate secondo le finalità del programma di mandato’. Con dieci dipendenti impegnati su questo fronte ed un totale di 300 ore dedicate. Nelle interviste interne realizzate c’è la domanda ‘i risultati attesi sono stati raggiunti?’. Risposta? «No, per volontà dell’amministrazione». Con un bel po’ di aspetti da migliorare: «Aspetti tecnico-organizzativi, aspetti economico-finanziari/risorse e aspetti relativi al raccordo politico-gestionale», con necessità di un «maggior raccordo tra gli organi e una migliore programmazione». Per l’assessore Michela Bordoni invece la criticità del programma è una «non sufficiente capacità di adesione al programma da parte delle direzioni».

In ogni caso la direzione risorse finanziarie indica una percentuale dell’83% come stato di avanzamento del programma: «L’obiettivo è collegato alla creazione di un apposito capitolo di accantonamento, alla missione 20 di parte corrente, che per espressa volontà della parte politica risulta utilizzato nell’anno e che pertanto ad oggi conserva una minima disponibilità. Gli indicatori quantificano l’importo delle risorse investite in 2 milioni di euro; il fatto che sul capitolo giaccia una minima disponibilità (pari a 45.961 euro) è la dimostrazione che vi sono stati prelevamenti su input politico che hanno concorso alla attuazione delle finalità di mandato». A chiudere il cerchio – viene ribadito quantomeno – il fatto che il «programma necessita della collaborazione con altre direzioni che si è rivelata discreta. In merito a ciò il vertice politico rileva una criticità nella non sufficiente capacità di adesione al programma da parte delle strutture dell’Ente». Poi la specifica finale: «Il programma in oggetto, a ben guardare i
dati, consegue entrambi gli obiettivi: il risparmio (quantificato nella misura della quota di parte corrente ancora disponibile) e l’utilizzo di risorse per l’attuazione delle finalità di mandato (quantificato complessivamente nella quota prelevata)».






