di S.F.
Non poteva mancare in consiglio comunale a Terni un momento ‘leggero’ durante la seduta di lunedì. Questa volta è nato dalla discussione – alle 8.30 c’era stato il confronto in II commissione – sulla modifica del regolamento comunale in merito a sagre, feste popolari e riunioni straordinarie di persone.

Ci ha pensato l’assessore Stefania Renzi a dare deludicazioni sulla modifica dell’articolo 9 (comma 2) che, in ogni caso, deve fare i conti con la disciplina di dettaglio della legge 2 del gennaio 2015 della Regione Umbria. Dopodiché è intervenuto il sindaco Stefano Bandecchi: «L’intenzione di questa giunta – la sintesi – non è continuare a fare gli eventi su ciò che facciamo qua, sennò diamo pezzettino d’acciaio e via. Il problema è portare a Terni anche una serie di situazioni extra». Che significa? «Non facciamo il limoncello, ma potremo fare la fiera del limoncello», l’esempio citato. «Se vengono da tutto il mondo a farcelo vedere, per noi è comunque momento importante per attirare turismo. Lo potremmo fare per le uove di pasqua, anche se di certo non siamo rinomati. Abbiamo San Valentino, niente ci proibisce di fare la festa degli abiti da sposa o dei fiori. Se ci inventiamo la festa dei robot, ben vengano».

Curioso lo scambio sul tema che ha coinvolto anche Francesco Maria Ferranti (FI) e Orlando Masselli (Gruppo Misto): «Sarebbe più produttivo – le parole del primo – stabilire una serie di opportunità ed eccellenze per promuoverli in sinergia con le nostre. Ed iniziare a produrre prodotti eccellenti provenienti di altre zone». Anche lui ha tirato fuori un esempio: «La mozzarella di bufala viene prodotta anche in Russia portando il know how, machinari e bovini. Se si va a Mosca ci sono ristoranti che fanno mozzarelle di bufala di altissima di qualità. Non è dunque da escludere che si possano fare anche a Terni prodotti di altre parti. Attenzione a come sviluppare le sagre», il monito.

A far scattare un sorriso ci ha pensato Masselli nell’intervento successivo: «Ho sentito che si è parlato di bufale e quant’altro. Siamo sul tema, il sindaco ha frquentato la regione madre delle mozzarelle di bufala in questo periodo e poteva dare un contributo anche lui. Invece lo ha fatto Ferranti, che di bufale è espertissimo. Mi piacciono gli esempi portati per fare qualcosa su un territorio vocato ad altro». L’ex assessore ha parlato anche del Viparo e del limoncello, quest’ultimo sull’assist di Bandecchi: «Ne ho fatto 40 litri, posso dare un contributo», la battuta conclusiva.






