di Maria Luce Schillaci
Il centro della città era pieno di gente, ma i negozi praticamente quasi tutti chiusi e con le vetrine al buio. Questa è la constatazione fatta dall’assessore al commercio del Comune di Terni Gabriele Ghione il giorno dopo della sfilata dei carri del Cantamaggio ternano. Una nota di amarezza con cui richiama i commercianti del centro a cambiare rotta e con cui punta anche il dito contro le recenti richieste di apertura di parte della Ztl.
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«La vigilia del primo maggio a Terni è da 130 anni conosciuta come ‘la notte dei carri’, la notte della festa pagana della primavera, della rinascita e dell’amore. E del commercio» dice l’assessore. «Un ringraziamento sentito a quei negozi (pochi) che hanno addobbato le proprie vetrine seguendo un gusto primaverile, floreale e comunque ispirato al desiderio di rinascita. Ancora un grazie a quei negozi (ancora meno) che hanno lasciato accese le luci delle loro vetrine per contribuire a creare un’atmosfera festosa nella serata in cui la città vive la notte più magica dell’anno. Ho girato a piedi per il centro cittadino, prima della sfilata dei carri e ho incontrato tantissima gente che girovagava come lucciole sui campi di grano. Ma come sono cambiati i campi di grano, che non hanno più i papaveri rossi o i fiordalisi blu tra le spighe gialle, così è cambiata la città che non ha più le luci e i colori delle vetrine addobbate a festa nella notte del 30 aprile».
«Un solo negozio, forse due, era aperto al pubblico ed era pieno di gente allegra, festante, ottimista. Tutti gli altri negozianti – prosegue Ghione – devono aver pensato che tanto il commercio in centro non va bene e che anche se c’è tanta gente, tanto nessuno compra perché la citta si riempie di ‘bardasci’ e li bardasci, si sa, spendono solo la pensione dei nonni. E poi a Terni c’è l’isola pedonale ed è per questo che il commercio va male! Forz commercianti ternani, coraggio! Basta con le lamentele e le frasi fatte della tradizione popolare. Occorre innovare, occorre rendersi conto che il mondo è cambiato da quello che era 130 anni fa e che le stesse ricette dei padri o dei nonni commercianti non sono più valide. Oggi i giovani commercianti coraggiosi si fanno pubblicità con simpatici reel sui social. Uno di questi, ad esempio, è un artigiano molto dinamico, che compare spesso sui social, anche insieme ad altri artigiani e commercianti».
«Ieri sera – prosegue Ghione – si mostrava improvvisamente dal finestrino di uno dei carri in concorso indossando una collana di salsicce: la gente lo ha riconosciuto subito e lo ha collegato al suo punto vendita. Non è pubblicità, è popolarità. Come è popolare quel ristorante, fuori dal centro, che, sapendo di non poter contare solo sui clienti locali, ha montato una vera e propria campagna mediatica sui social ed ora fanno la fila, anche per il secondo turno, clienti che vengono da tutta Italia. E rimane aperto tutti i giorni, da pranzo a cena».
Poi la sterzata sulla Ztl: «Siamo sicuri che il problema sia l’isola pedonale? Facciamo una scommessa: se riuscirò a convincere il sindaco Bandecchi a togliere una parte dell’isola pedonale, parteciperete più attivamente alla vita della città? Sarete pronti a fare vetrine che richiamino le (tante) iniziative che a Terni vengono organizzate ogni settimana? Ed a lasciarle accese anche di notte? E magari ad organizzare anche voi qualche cosa che richiami gente in centro? Troppa fantasia? Io sogno ancora una città con un centro vivo, un centro dove si trovi in vetrina la passione per il proprio lavoro e l’amore per la citta dell’amore».






