Niente da fare per l’atto di indirizzo proposto dal M5S – per voce del consigliere Claudio Fiorelli – in Comune a Terni sul riconoscimento dello Stato di Palestina, tutela dei diritti umani e stop vendita armi a Israele.

L’obiettivo era di impegnare la giunta «a farsi promotrice di iniziative volte al riconoscimento dello Stato di Palestina, alla cessazione della vendita di armi a Israele e alla tutela dei diritti umani nei territori palestinesi». In più «sostenere, in tutte le sedi, ogni iniziativa volta a esigere la liberazione incondizionata degli ostaggi israeliani ancora nelle mani di Hamas; richiedere la sospensione urgente, ove in essere, delle autorizzazioni alla vendita di armi allo Stato di Israele concesse prima dell’8 ottobre 2023; esigere la tutela dell’incolumità della popolazione civile della Cisgiordania, richiedendo che lo Stato di Israele cessi ogni operazione militare, l’occupazione militare illegale di tali territori e la creazione e il sostegno di insediamenti illegali; sostenere in sede europea l’adozione di sanzioni nei confronti del Governo israeliano per la sistematica violazione del diritto internazionale; condannare fermamente lo sterminio in atto della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza e sostenere pubblicamente ogni iniziativa volta a fermarlo».

Fiorelli ha ricordato inoltre che «lo Statuto del Comune di Terni, all’articolo 2 comma 16, impegna l’amministrazione a promuovere la cultura della pace e dell’amicizia tra i popoli, in coerenza con la tradizione e l’impegno di pace dell’Umbria. Il riconoscimento dello Stato di Palestina è un passo fondamentale per la realizzazione della soluzione ‘due popoli, due Stati’, promuovendo una pace giusta e duratura nella regione. La vendita di armi a Israele da parte dell’Italia può contribuire a perpetuare il conflitto e le violazioni dei diritti umani, contravvenendo ai principi della Costituzione italiana e agli obblighi internazionali».
Tuttavia è arrivato il no del sindaco Stefano Bandecchi: «Israele deve placarsi, fermarsi. Sono d’accordo. Basta sparare, uccidere, bombardare. Israele è un mio alleato e devo dirgli di fermarsi. Ma non riesco a riconoscere lo Stato di Palestina per non creare maggione confusione e creare una guerra ancora più acerba. E non codivido niente di ciò che pensa Hamas, ha un atteggiamento terrorristico. Devo difendere il mio essere occidentale, il nostro Stato è laico e tale deve rimanere». L’atto è stato respinto con 5 favorevoli, 5 astenuti, 7 assenti e 16 contrari.
«Un’occasione persa per dare un segnale ad un governo troppo timido su una questione ormai sfuggita di mano e che crea imbarazzo. Proprio oggi, lo stesso Stato del Vaticano ha chiesto alla Meloni un riconoscimento dello stato palestinese», il breve commento di Fiorelli dopo la votazione. A commentare è anche il gruppo territoriale M5S di Terni: «Questa mattina, in consiglio comunale, si è consumato un passaggio che resterà nella memoria politica della città. Non era in discussione una semplice delibera, ma la capacità della città di rispondere alla propria vocazione civile. Oggi la maggioranza ha scelto di voltare le spalle a chi subisce ogni giorno bombardamenti e privazioni. Il Movimento 5 Stelle di Terni denuncia con forza la responsabilità di Bandecchi e dei suoi alleati di destra, che oggi hanno chiuso gli occhi davanti a un genocidio e tradito la vocazione civile della città».






