di S.F.

Un progetto dal valore di due milioni di euro, sviluppatosi dal 5 aprile 2012 al 4 settembre 2014 e capace di vincere il concorso Riditt – Rete italiana per la diffusione dell’innovazione e il trasferimento tecnologico alle imprese – bandito dal Ministero dello sviluppo economico. È IN.TE.R.A.M.NA. (Innovazione, Tecnologie e Ricerca Avanzata per i Materiali e i Nanomateriali), presentato congiuntamente dal polo universitario scientifico didattico di Terni, da Confindustria Terni (ora Confindustria Umbria) e dalla società consortile I.Tras.Te., finanziato attraverso il bando del Mise. Concluso da poco il periodo previsto per le attività di trasferimento tecnologico e scambio fra strutture di ricerca ed aziende del territorio: lunedì mattina è stato inaugurata a Pentima una sala che raccoglie alcuni dei prototipi realizzati.
L’appuntamento La sala rappresenterà una testimonianza del legame costruitosi nel tempo tra le aziende coinvolte – undici, quattro delle quali presenti al convegno di inaugurazione per parlare dei risultati raggiunti – ed il polo scientifico ternano: a Terni, tra i presenti, anche il responsabile del progetto per il Mise, l’ingegnere Romeo Angelo Petti, oltre al rettore dell’università di Perugia Franco Moriconi, al presidente del comitato direttivo Pietro Burrascano – coordinatore del progetto – e all’assessore comunale all’università e alla ricerca Giorgio Armillei.
Il premio e le finalità Il 50% dei 2 milioni euro di ‘valore’ del progetto sono stati finanziati dal Mise grazie al 1° posto ottenuto nell’area – circa venti invece quelli complessivi presentati al Ministero – delle tecnologie dei materiali, micro e nanotecnologie: gli obiettivi di IN.TE.R.A.M.NA. erano quelli di incrociare le tecnologie disponibili e mature con le esigenze delle imprese, e creare momenti di incontro-ricerca. In definitiva lo scopo principale è dare sostegno alla creazione di imprese ad alta tecnologia (spin-off industriali e start-up) con l’avvio di diverse azioni di trasferimento tecnologico tra le parti.

«Atti concreti» Romeo Angelo Petti, al termine dell’inaugurazione, ha sottolineato che «questo progetto ha voluto unire chi ha l’alta tecnologia e chi, invece, la necessita; in questo modo c’è possibilità di ‘costruire’ e impostare azioni per creare imprese. I risultati sono concreti».
La sala E quindi spazio ai prototipi. Si passa dallo sviluppo di materiali compositi polimerici innovati rinforzati con fibre minerali per applicazioni strutturali a innovazioni tecnologiche per abbigliamento e sicurezza, passando a soluzioni con per massetti ecologici con micro e nanocariche. E in tal senso in evidenza, su tutti, nanotubi di carbonio, grafite ‘impregnata’, resina fenolica e colofonia.






