di M.L.S.
Nasce a Terni lo sportello Mimosa contro la violenza di genere e la violenza domestica con l’istituzione del Nav, ovvero il Nucleo anti violenza nel Corpo di polizia Locale. Si tratta di un vero e proprio ufficio che aprirà i battenti a settembre in viale Brin, angolo via Menabrea, situato non per caso in una zona che non cela criticità. Il servizio è già attivo, ma quando ci sarà anche l’ufficio i casi avranno maggiore discrezione e tutela e le vittime avranno una più facile possibilità di accesso.
Il progetto Mimosa è stato presentato a palazzo Spada alla presenza del sindaco Stefano Bandecchi, della comandante della polizia Locale Gioconda Sassi, dell’ex consigliera comunale Anna Margaritelli, proponitrice dell’iniziativa, e della presidente del consiglio comunale Sara Francescangeli. A spiegare il funzionamento e lo scopo del progetto è stata la comandante Sassi: «Il progetto consiste nell’istituzione di un nucleo specialistico all’interno della polizia Locale per l’analisi di reati riconducibili al codice rosso che riguarda la violenza in ambito familiare e non su donne o minori. La polizia Locale si è sempre attivata in questo senso, ma un nucleo specifico vuol dire dare una valorizzazione questo delicatissimo tipo di attività. Tutti gli ufficiali saranno sensibilizzati non solo al fine si prendere la notizia di reato specifica, ma perché sviluppino la capacità di intercettare questo tipo di situazioni durante lo svolgimento delle attività lavorative in generale per cogliere gli elementi che possano far sospettare situazioni di rischio che richiedono un’attenzione particolare. In questo nucleo verranno inseriti gli operatori che mostreranno maggiore sensibilità. Abbiamo individuato la sede in una zona della città che necessita un presidio di polizia Locale. I lavori sono già terminati. Mancano solo gli arredi e gli allacci delle utenze. A settembre sarà completamente funzionante. Orari e incontri saranno scelti anche in base alle esigenze di chi si rivolgerà a noi».
Prevenzione. Questa la parola più gettonata dal sindaco Bandecchi che ha evidenziato la differenza di questo sportello da altre simili iniziative come ‘una stanza tutta per te’ all’interno della caserma dei carabinieri: «In viale Brin ci sarà un luogo dove ogni donna, uomo o ragazzo potrà entrare senza il timore di dover passare tramite caserme o questure. Troveranno personale sensibile e disponibile anche per orari e incontri. E’ un progetto non banale perché si inserisce in un’ottica di prevenzione. Non che non ci sia stata attenzione prima ma il progetto ha una sua specificità perché si colloca in un sistema, è fisicamente un ufficio che sta lì per fare specificatamente questo lavoro. Si tratta – ha aggiunto Bandecchi – di reati che avvengono in contesti affettivi e non vanno mai sottovalutati. Le vittime di violenza saranno accolte con professionalità. Lo sportello di ascolto ci darà la possibilità di prevenire questi reati gravi, una prevenzione vera di situazioni gravi. Attiveremo anche un numero di telefono specifico».






