Sabato 9 maggio, l’Ordine degli ingegneri di Terni ha celebrato l’eccellenza e l’innovazione con la premiazione del bando ‘Ingegneria e Innovazione 2026 – Premio Alessandro Angelella’. L’evento si è svolto presso la sede dell’Ordine con il presidente, Marco Sperandei, che ha ricordato la figura di Alessandro Angelella – ingegnere prematuramente scomparso nell’ottobre del 2021 – come quella di un giovane professionista che, fin dall’inizio della carriera, è stato un pilastro della vita ordinistica e della commissione giovani.
Il ricordo
«Alessandro rappresentava il volto migliore della nostra professione – ha detto Sperandei -, ompetenza, attivismo e un profondo legame con la comunità degli ingegneri. Il suo ricordo rimarrà sempre con noi e ci auguriamo che la sua straordinaria passione sia di ispirazione per i ragazzi premiati oggi, affinché affrontino la carriera con lo stesso spirito di servizio e dedizione».
I premi
Per questa edizione sono stati istituiti dei premi ordinari per il primo e il secondo classificato (2.200 e 1.400 euro), volti a «identificare e valorizzare giovani talenti capaci di coniugare il rigore della tecnica con l’originalità della ricerca, promuovendo un’ingegneria che generi progresso e soluzioni concrete per l’economia e l’ambiente». A questi si è aggiunto un premio speciale ‘Pari opportunità e inclusività’ (400 euro) con l’obiettivo di «promuovere una cultura tecnica che metta al centro l’equità sociale e l’abbattimento delle barriere (fisiche e digitali)».
I partecipanti
In occasione della cerimonia di premiazione, l’Ordine ha sottolineato l’altissimo livello dei nove partecipanti (laureati fra il 2019 e il 2024, under 40): Francesco Maria Falcioni, Anastasia Romualdi, Alessio Miliozzi, Daniele Belli, Marta Rotisciani, Andrea Di Sabato, Filippo Bocchino, Caterina Mosca e Daniele Giardinieri.
Le commissioni esaminatrici
La commissione ‘premio principale’ era presieduta da Marco Corradi e composta da Marco Sperandei, Gianni Fabrizi, Agnese Fabbretti, Alessandro Vitali, Nazareno Claudiani, Emilio Massarini e i membri del Centro studi Ingenium (Giovanni Moscato, Simone Monotti, Cristian Buconi, Federico Mecarelli, Vincenzo Pluchino). Commissione speciale ‘Pari opportunità e inclusività’ era presieduta da Federica Perugini e composta da Ivana Bouché, Leonardo Cianfruglia e Katiuscia De Angelis.
I vincitori
A classificarsi primo è stato l’ingegnere Andrea Di Sabato con la tesi ‘Analisi dell’influenza della corrosione sulla perdita di aderenza acciaio calcestruzzo nelle pile da ponte’ (università ‘La Sapienza’ Roma, laurea magistrale in ingegneria civile, anno 2022). Questa la motivazione: «La tesi è stata premiata per aver sviluppato un sistema di calcolo innovativo capace di prevedere con estrema precisione quanto la corrosione possa indebolire la stabilità dei ponti. Grazie a modelli matematici avanzati, il lavoro permette di capire come il degrado dei materiali riduca la resistenza delle pile nel tempo, offrendo uno strumento concreto per migliorare la sicurezza e la manutenzione delle grandi infrastrutture stradali».
Secondo classificato, l’ingegnere Filippo Bocchino con la tesi ‘Monitoring of water reservoir through Google Earth Engine: application to Sentinel and Landsat imagery’ (università ‘La Sapienza’ Roma, laurea magistrale in ingegneria per l’ambiente e il territorio, anno 2022). «Il riconoscimento – è la motivazione – è stato assegnato per l’uso intelligente dei dati satellitari e della tecnologia cloud nel monitoraggio dell’acqua. Utilizzando le immagini fornite dai satelliti Sentinel e Landsat, il lavoro propone un metodo efficace per controllare lo stato di salute dei bacini idrici su larga scala. Si tratta di un contributo fondamentale per la gestione sostenibile delle risorse idriche e per la lotta ai cambiamenti climatici».
Il premio speciale ‘Pari opportunità e inclusività’ è andato all’ingegnere Caterina Mosca per la tesi ‘Recuperare il patrimonio industriale. Il sito ex-Polymer a Terni’ (università ‘La Sapienza’ Roma, laurea magistrale in ingegneria edile-architettura, anno 2021). Questa la motivazione: «Il lavoro è stato premiato per aver interpretato il superamento delle barriere architettoniche come un’opportunità di innovazione originale e non come un mero vincolo normativo, trasformando un sito dismesso in un centro multifunzionale dove l’inclusività diventa il motore della rigenerazione territoriale».
L’abbraccio
Un momento di particolare valore umano, nel corso della cerimonia di premiazione, è stata la consegna di alcuni premi che il papà di Alessandro, Romolo Angelella, ha voluto preparare personalmente per tutti i nove candidati: un omaggio al loro impegno – a consegnarli ono state la sorella di Alessandro, Giulia, e la nipotina – e un modo per far sì che la figura di questo giovane volato in cielo troppo presto, continui a vivere attraverso i loro percorsi professionali.
Ad intervenire anche il cognato di Alessandro, Filippo, che ha speso parole belle e toccanti sul ruolo dell’ingegnere, la direttrice del consorzio di bonifica Tevere-Nera – presso cui il giovane professionista lavorava – Carla Pagliari, che ha ricordato la profonda abnegazione di Alessandro anche nelle ultime fasi della propria esistenza. Ricordi commoventi sono stati espressi anche dall’ingegner Cristian Buconi del Tevere-Nera, suo amico personale, fino all’intervento conclusivo del papà di Alessandro, per un evento che ha saputo unire l’alto valore scientifico a una sincera commozione collettiva.






