L’azienda ospedaliera ‘Santa Maria’ di Terni ha approvato una nuova procedura per migliorare l’organizzazione degli interventi chirurgici programmati. L’obiettivo – spiega una nota dell’ospedale – è «ridisegnare l’intero percorso di cura, dalla presa in carico alla dimissione, introducendo un sistema centralizzato di gestione delle liste di attesa e della programmazione degli interventi, basato su criteri clinici omogenei e verificabili. Il sistema, ispirato al ciclo di miglioramento continuo (Plan-Do-Check-Act), punta a coniugare governo clinico, qualità assistenziale e sostenibilità economica».
Come spiegano dal ‘Santa Maria’, «il cuore di questa riforma della governance chirurgica, dall’esecutività immediata, è la gestione informatizzata e monitorata delle liste di attesa, con cruscotti in tempo reale che consentono il controllo delle priorità, la programmazione delle sedute operatorie e la valutazione delle performance. L’obiettivo è rendere le scelte organizzative e garantire a ogni paziente pari accesso alle cure in base a criteri oggettivi. Il nuovo modello – prosegue il comunicato – si fonda su tre strumenti operativi: il tavolo tecnico chirurgico che governa liste e programmazione; il centro programmazione interventi che centralizza e gestisce in modo tracciabile l’intero percorso chirurgico, dalla proposta alla data della seduta operatoria; la riorganizzazione del blocco operatorio con contestuale potenziamento della chirurgia ambulatoriale complessa. Ridurre ricoveri non necessari e spostare, quando possibile, alcuni interventi verso il regime ambulatoriale – spiega ancora l’ospedale di Terni – consentirà di utilizzare in modo più efficiente le sale operatorie e i posti letto».
«Centralizzare e monitorare in modo oggettivo le liste di attesa – commenta il direttore generale del ‘Santa Maria’, Andrea Casciari – significa garantire criteri chiari e uguali per tutti, rafforzando la fiducia dei cittadini e migliorando il funzionamento del sistema». Per il direttore sanitario Domenico Montemurro, «il nuovo modello rende i processi ancora più controllabili e orientati ai reali bisogni dei pazienti, unendo qualità delle cure e uso responsabile delle risorse».






