Collestatte e Torreorsina, ancora sos dai due borghi della Valnerina. A lanciarlo è il il segretario del circolo Pd locale, Massimo Leopoldi. Di seguito la sua presa di posizione.
A fine luglio la giunta ha votato il piano 2025 (che stabilisce i fondi 2026) dei canoni idrici, ovvero i fondi che la regione eroga ogni anno ai comuni di Terni e della Valnerina per lo sfruttamento idroelettrico del comprensorio fluviale cascata-nera-velino. Ebbene, nessuna opera pubblica prevista per le antiche municipalità della Valnerina dai canoni idrici.
Zero per la viabilità, zero per gli impianti sportivi, zero anche per le attività culturali. E pensare che sono 2,5 milioni all’anno che il comune incassa grazie alla presenza nei confini comunali ternani di Collestatte, Torre Orsina, Papigno, Marmore e Piediluco.
Lunedì, inoltre, il consiglio comunale ha approvato il dup (il documento allegato al bilancio comunale) nel cui allegato piano triennale 2026-2028 delle opere pubbliche non è previsto nulla per i nostri territori. Nessuna opera è quindi in fase di progettazione per Collestatte e Torre Orsina, due ex comuni che l’amministrazione forse neanche ricorda essere attualmente nei propri confini comunali, se non quando incassa i milioni di euro provenienti ogni anno dai biglietti della Cascata delle Marmore. Emergenze a parte, è emblematico che non ci sia stata una sola opera pubblica, una sola, realizzata dalle diverse giunte di destra in sette anni, che non sia stata programmata, progettata e finanziata dalle precedenti giunte PD.
Il gruppo PD, a inizio 2024, quindi un anno e mezzo fa, aveva ripresentato (nel 2022 fu bocciato dalla giunta di destra di Latini) un atto per chiedere la costituzione dei Municipi, ovvero organismi di rappresentanza a costo zero in sostituzione della scomparse circoscrizioni ormai undici anni fa, per ricreare un rapporto più diretto tra i cittadini e l’amministrazione.
I Municipi, previsti nell’art. 16 del tuel (la legge del testo unico degli enti locali) consentirebbero inoltre ai territori degli ex comuni di avere un ente, eletto dai cittadini, che sarebbe il fulcro democratico in cui tutti i partiti con i propri eletti dovrebbero elaborare proposte e progetti per le comunità. L’atto giace da tempo immemore in qualche commissione, senza mai essere stato neanche messo all’ordine del giorno.
Qualcuno promette il referendum per allargare la provincia, ma abbandonando sempre più le antiche municipalità rischia di riaprire tra i cittadini un annoso dibattito sulla promozione di un altro referendum.
Ma non per allargare, bensì per stringere il comune di Terni, visto che alcuni territori sono lasciati sempre più ai margini, come Collestatte e Torreorsina.






