di S.F.
«Una dinamica di crescita sia delle componenti positive, sia delle negative della gestione caratteristica. Le prime in misura superiore alle seconde, ma comunque non sufficiente, compensata dalla gestione extra-caratteristica che consente il raggiungimento dell’equilibrio economico». Lo scrive l’azienda ospedaliera ‘Santa Maria’ di Terni nel pubblicare il bilancio di esercizio 2025, con firma del direttore generale Andrea Casciari sull’adozione: si passa da un conto economico negativo per 5,6 milioni di euro del 2024 ad un risultato positivo per 13.082 euro. Stessa dinamica per la Usl Umbria 2 che passa dal -11 milioni dello scorso anno ad un più 41 mila euro come risultato d’esercizio.
Ospedale Terni, bilancio 2024: perdita d’esercizio da 5,6 milioni di euro
Partiamo dall’ospedale. C’è un minimo ritorno all’utile netto con contestuale crescita del valore della produzione (225,8 milioni per un +3,4%), costi della produzione (222,3 milioni per un aumento del 2,3%) e margine operativo per 3,4 milioni di euro. Come di consueto la voce principale per le uscite non può che riguardare il personale che, dal 2024 al 2025, passa da 98,5 a quota 102,5 milioni a carico del bilancio del ‘Santa Maria’. In entrata si registrano i 64 milioni di euro di contributi rispetto ai ‘soli’ 56,7 del 2024.
LA RELAZIONE SUL BILANCIO 2025 DELL’OSPEDALE DI TERNI

Resta negativo il flusso di cassa, che si attesta a -3,5 milioni di euro (contro gli oltre 13 relativi all’annualità 2024). Capitoli crediti e debiti: i primi (siamo nello stato patrimoniale) aumentano di circa 2 milioni di euro per raggiungere quota 109 milioni, i secondi scendono da 60 a 57,9 milioni di euro. Per quel che concerne i dipendenti, il 2025 si è chiuso con 1.815 unità (di cui 172 a tempo determinato, più che raddoppiati) contro i 1.751 del dicembre 2024 (era di più il personale a tempo indeterminato).

Tra i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura del 2025, l’ospedale spiega che nei primi mesi del 2026 la giunta regionale ha deliberato «a favore dell’azienda un corpo di finanziamenti a valere sull’esercizio in chiusura che, sebbene non sufficiente a retribuire integralmente l’attività erogata in eccesso – pari a circa 2,3 milioni di euro –, ha consentito il raggiungimento dell’equilibrio economico di esercizio». Un risultato possibile anche grazie alla «rigorosa azione di efficientamento interno e correlata gestione proattiva dei costi, alla pianificazione organizzativa sul fronte delle liste di attesa e la realizzazione di proventi straordinari nel rigoroso rispetto del principio della competenza e della certezza dei ricavi».
IL CONTO ECONOMICO 2025 E 2024 DELLA USL UMBRIA 2: IL CONFRONTO
Per Casciari, in definitiva, il «raggiungimento dell’utile/pareggio, in un quadro di produzione superiore a quella finanziata, testimonia l’efficienza e la congruità della gestione rispetto agli obiettivi di sostenibilità della programmazione regionale». Infine una curiosità legata all’aumento dell’esborso per l’acquisto di beni: c’è un +1,2 milioni di euro per farmaci oncologici e oncoematologici in quanto c’è stato «l’inserimento sul mercato di nuovi farmaci ma anche dall’incremento del numero di trattamenti con farmaci a più alto costo grazie alla diagnostica di precisione e all’efficacia dei farmaci stessi con aumento dell’aspettativa di vita e con essa del trattamento generalmente a lungo termine». Più 640 mila euro di aggiunta per i antimicrobici ad uso sistemico. La proposta di approvazione è del dirigente Simone Sodano.
IL BILANCIO DELLA USL 2 E LA RELAZIONE

Capitolo Usl Umbria 2. In questo caso il balzo vale 11 milioni di euro e di conseguenza si passa dalla cospica perdita d’esercizio (conto economico) del 2024 ad un minimo ‘utile’. Due, in sintesi, le ragioni chiave: i quasi 35 milioni di euro in più di contributi ricevuti nel 2025 (c’è di mezzo la Regione) e la crescita complessiva dell’attività, come si evince dagli schemi di riepilogo pubblicati tra le oltre 300 pagine della documentazione. Per quel che concerne la compartecipazione alla spesa per prestazioni sanitarie (ticket) c’è un incremento di 435 mila euro (+5%) rispetto al preventivo.

Nello stato patrimoniale invece si registra un corposo incremento dei crediti (ben 61 milioni in più, si va oltre i 300 milioni di euro in tutto) e l’aumento anche dei debiti (da 149 a 177 milioni di euro per un +18,7%). «Riguardo alle disponibilità liquide, l’azienda ha avuto nel corso del 2025 sufficiente liquidità per far fronte alle necessità aziendali e anche nel 2025 non si è fatto ricorso ad anticipazioni di cassa. Si evidenziano tuttavia, a partire da fine gestione 2023, criticità riguardo la liquidità in relazione alla rideterminazione del Fsr con Dgr 411 del 21 aprile 2023 che ha generato una riduzione del fondo stesso per gli esercizi 2022, 2023 e successivi», viene sottolineato infine nella relazione firmata dal direttore generale Roberto Noto e dal direttore amministrativo Piero Carsili.
Resta un’annosa problematica: «Nonostante il forte impulso che la direzione aziendale ha dato nel corso del 2025, in continuità con l’anno precedente, all’attività di reclutamento del personale e al proficuo impegno della direzione amministrazione del personale, restano numerose criticità legate a carenza di personale sia nell’area medica e sia nell’area chirurgica nonché nel comparto sanitario, soprattutto per alcuni territori/strutture che possiamo definire particolarmente disagiate». Vedremo se andrà meglio in futuro.






