Deve difendersi dalle accuse di ‘abuso dei mezzi di correzione o di disciplina’ e ‘percosse’, un educatore 40enne sangeminese, dipendente di una nota cooperativa sociale di Terni, citato a giudizio dal pm Barbara Mazzullo. A seguito della denuncia e relative indagini, l’uomo – difeso dall’avvocato Roberto Romani – è stato accusato di aver attuato tutta una serie di condotte penalmente rilevanti nei confronti di un ragazzo 20enne, disabile al 100% e affetto da un grave ritardo mentale, che gli era stato affidato nell’ambito delle proprie mansioni lavorative. Il 40enne, secondo quanto messo nero su bianco dal magistrato – il processo inizierà a fine ottobre di fronte al tribunale di Terni in composizione monocratica – avrebbe abusato dei mezzi educativi, “spintonando ripetutamente il giovane, anche con una ginocchiata, e pizzicandogli le orecchie o colpendolo più o meno lievemente sul capo”. Fatti che, secondo la denuncia sporta, sarebbero avvenuti nel novembre del 2021: ora spetterà al tribunale esprimersi nel merito. La madre del ragazzo si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Fabio Lancia, secondo il quale “anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti sul luogo dove sono avvenuti i fatti, immagini acquisite dal pm, rappresentano un elemento importante nel contesto del procedimento penale in questione”. La stessa donna, nel suo ruolo di amministratore di sostegno, è assistita dall’avvocato Rossana Giansanti.
Terni: abuso dei mezzi di correzione. Maestra di sostegno condannata a 10 mesi






