Sinead O’Connor, Boy George, Morcheeba, Mannarino e tanti altri ancora. Sono alcuni dei nomi che Fabrizio Fabi ha portato a Terni con le sue ‘notti bianche’ di TerniOn. Purtroppo Fabrizio, conosciuto e benvoluto da tanti in città, è venuto a mancare sabato sera all’età di 62 anni, lasciando un grande vuoto nei suoi cari e in tutti quelli che lo conoscevano.

Come accennato, da organizzatore di eventi ha saputo costruire manifestazioni e occasioni ancora oggi ricordate per qualità e impatto. Gli amici – per tutti era Fabrizio ‘Zeppa’ – lo ricordano anche per gli anni vissuti con passione, in curva Est, a fianco della Ternana di cui era un grande tifoso. Giungano ai suoi familiari le più sentite condoglianze. La camera ardente è stata allestita presso la Casa Funeraria Rossi, a Terni in via dei Gonzaga, e sarà visitabile fino alla giornata di lunedì 13 luglio.
Dai suoi cari giunge un ricordo sentito e sincero, che pubblichiamo qui di seguito.
«Terni si ferma oggi per ricordare Fabrizio Fabi, un imprenditore esemplare, un uomo che ha saputo coniugare il successo professionale con una straordinaria dedizione ai valori più autentici. Il centro assoluto della sua vita è sempre stata la famiglia: l’amore profondo per la moglie, le figlie, la sorella, il fratello che ha sempre portato nel cuore i nipoti e l’intero nucleo allargato è stato la sua bussola. Per lui, la famiglia era tutto: c’era sempre per ognuno di loro, offrendo presenza, sostegno e un affetto incondizionato che ha fatto di lui il punto di riferimento imprescindibile di ogni suo caro. Oltre questo legame indissolubile, a definire il suo spirito era una generosità infinita e sincera. Non ha mai fatto mancare il suo sostegno ai più fragili, dedicandosi con costanza ai centri per persone diversamente abili. Per lui, tendere la mano a chi viveva una difficoltà era una scelta quotidiana, vissuta lontano dai riflettori, con la voglia di restituire alla comunità il calore che lui stesso riceveva. A infiammare le sue giornate c’era poi la “febbre” irrimediabile per la Ternana. Per lui, i colori rossoverdi non erano solo una squadra, ma un’estensione del suo spirito battagliero e un legame viscerale con la propria gente. Allo stadio Liberati, viveva ogni partita con la stessa passione travolgente che metteva nel lavoro, unito ai tifosi in un sentimento autentico, fatto di gioie, sofferenze e un’appartenenza che batteva forte nel suo petto. Questo spirito vitale si rifletteva anche nella sua visione professionale: ha regalato a Terni eventi memorabili, trasformando piazze e strade in palcoscenici di condivisione. ‘Fare impresa significa prendersi cura del luogo in cui si vive’, diceva, e lui ha trasformato questo credo in realtà. La città perde un uomo concreto e leale, capace di dimostrare che la vera ricchezza non sta in ciò che si accumula, ma in ciò che si sa donare agli altri. Il suo esempio, fatto di devozione totale verso la sua famiglia allargata, passione rossoverde e infinita umanità, resterà un segno indelebile per tutti noi».







