di S.F.
Era il 30 settembre del 1986 quando Giuseppe Tacconi, allora rappresentante della Industrie Laterizi Tacconi Nord srl, presentò domanda di sanatoria al Comune di Terni per un edificio utilizzato per uffici a servizio della società. Fu il primo step di un iter che, quattro decenni dopo, è arrivato a compimento. C’è la permuta immobiliare tra palazzo Spada e la Wienerberger Spa di vocabolo Macchiagrossa.

Dal 1986 si passa al 31 maggio del 2006, quando l’ufficio condono edilizio del Comune ha chiesto integrazioni documentali alla società (che nel frattempo ha cambiato denominazione) per perfezionare l’iter. Altri due anni e c’è la risposta: «Parte del fabbricato oggetto di sanatoria ricadeva su area di proprietà comunale», con richiesta alla direzione patrimonio di «procedere con una permuta tra il terreno occupato dall’edificio e l’area di proprietà della società stessa su cui insiste parte della strada denominata vocabolo Macchiagrossa». Dopodiché iter sospeso in attesa dell’esito del condono edilizio.

Si arriva così al 23 gennaio 2023, quando la Wienerberger per regolarizzare il fabbricato ha rinnovato la richiesta all’ufficio patrimonio. A questo punto l’ufficio condono edilizio ha fatto presente che la richiesta del 2006 riguardante le integrazioni documentali «era rimasta priva di riscontro da parte della società interessata e che la definizione dell’istanza in sanatoria era ancora subordinata alla presentazione di diversa documentazione oltre alla titolarità dell’area sulla quale era parzialmente realizzata l’opera abusiva». Ora si è trovata la quadra, seppur a fatica, considerando anche che le aree di permuta «hanno valore sostanzialmente equivalente».
Succede quindi che parte della strada di vocabolo Macchiagrossa con relativa scarpata (in capo alla Wienerberger) da 1.490 metri quadrati vanno al Comune di Terni, viceversa l’area dove ricade l’edificio oggetto di condono passa da proprietà comunale alla società (665 metri quadrati in tutto). A chiudere il cerchio il parere positivo del 26 agosto scorso dell’ufficio governo delle infrastrutture di viabilità e mobilità per l’acquisizione al demanio stradale dell’ente: «Utilità pubblica dell’acquisizione, in quanto la particella risulta già in parte occupata da sede viaria e la sua piena acquisizione consentirebbe una razionalizzazione dell’assetto della viabilità esistente, migliorando la funzionalità e la sicurezza del tratto stradale interessato; coerenza patrimoniale e funzionale con i tratti stradali contigui», le motivazioni. C’è la firma del dirigente al governo del territorio Federico Nannurelli.






