Riqualificazione di piazza Tre Monumenti a Terni – manca la parte del verde – in dirittura d’arrivo dopo polemiche e affidamenti. C’è tuttavia chi mette in evidenza un possibile errore, l’ex consigliere comunale Michele Rossi.
L’ORDINANZA PER IL RIVESTIMENTO DEI TRE STELI
«Da circa un anno, attorno ai lavori di riqualificazione di piazza Tre Monumenti, si legge frequentemente che le tre strutture centrali della piazza sarebbero dedicate ai monumenti dei tre imperatori di origine ternana: Marco Claudio Tacito, Annio Floriano e Cocceio Nerva. Ho atteso la conclusione dei lavori, sperando che nel frattempo ci si accorgesse dell’errore. Oggi, a intervento completato, ritengo doveroso prendere pubblicamente posizione, magari prima che vengano stampati cartelli esplicativi, nella speranza che si possa ancora evitare la cancellazione di una tradizione plurisecolare, profondamente radicata nella storia cittadina. Per questo motivo ho interpellato diversi studiosi di storia locale, che concordano nel ritenere infondata l’associazione a Cocceio Nerva, e nel ribadire che la tradizione ternana è legata ai Tre Tacito, e non a tre imperatori nati a Terni — peraltro, va ricordato che Nerva nacque a Narni», spiega in merito.
APRILE 2025, 45 MILA EURO PER IL COMPLETAMENTO DELL’INTERVENTO
«Secondo la consolidata tradizione, infatti, i mausolei cui si rifà il toponimo della piazza erano dedicati ai Tre Tacito, compreso lo storico Cornelio. La figura di Cornelio Tacito, pur con incertezze sul luogo della sua nascita, è sempre stata al centro dell’identità culturale ternana. Fu l’imperatore Marco Claudio Tacito, originario di Terni, a dichiararsi suo discendente e a ordinare l’erezione di numerose statue dell’illustre antenato nelle biblioteche dell’Impero e — forse — anche dei mausolei stessi. Della presenza di questi monumenti, situati un tempo fuori da una delle porte cittadine, restano preziose attestazioni storiche. In un documento del 1319, quella porta è chiamata Porta dei Tre Monumenti. I mausolei furono disegnati nel Quattrocento da Francesco di Giorgio Martini. Nella prima metà del Seicento, Lauro e Angeloni, nelle rispettive Storie di Terni (1637 e 1646), riportano due epigrafi — oggi scomparse — che menzionavano Gaio o Publio Cornelio Tacito».

«Nel 1613, il Comune deliberò l’installazione di una statua raffigurante Cornelio Tacito nella Piazza Maggiore, oggi Piazza della Repubblica. Nel Settecento, nella sala del Consiglio Comunale a Palazzo Carrara, furono collocati i medaglioni con le effigi dello storico e di Floriano, mentre la figura intera dell’imperatore Marco Claudio Tacito dominava la parete principale, andata purtroppo parzialmente distrutta nei bombardamenti del giugno 1944. Con la successiva ricostruzione e la trasformazione dell’edificio in Biblioteca Comunale, la figura di Marco Claudio Tacito venne sostituita proprio con quella dello storico Cornelio Tacito, a conferma del profondo radicamento di questa identificazione culturale. Già alla fine dell’Ottocento, la città aveva reso omaggio allo storico dedicandogli il Corso Cornelio Tacito, Piazza Tacito e il Liceo Classico Cornelio Tacito».
«Tutti questi atti trovano origine in quei tre mausolei che oggi danno il nome alla piazza — anche se non è certo dove si trovassero esattamente. Non si tratta di scelte casuali, ma della sedimentazione di una memoria collettiva valorizzata nel tempo. Cancellare da Piazza Tre Monumenti il riferimento a Cornelio Tacito è un errore contro la tradizione. Significa ignorare secoli di testimonianze e segni tangibili della memoria cittadina. Non si può e non si deve distruggere una tradizione ternana che affonda le sue radici nei secoli. Occorre tutelare la memoria storica locale. Associare Nerva ai Tre Monumenti di Terni, cancellando la figura di Cornelio Tacito, è un errore clamoroso. Un’operazione arbitraria e inedita, che rischia di cancellare – conclude – secoli di memoria cittadina con nuove interpretazioni. La tradizione è un valore. Va difesa con rigore, rispetto e consapevolezza».






