di S.F.
Le criticità in Comune a Terni sono diverse e, nell’ultimo periodo, ad aumentarle ci hanno pensato alcuni cambiamenti normativi «che impongono una riflessione su alcuni programmi», come descritto nel controllo strategico 2025 dell’ente. Il mirino è puntato in particolar modo sui project financing.
IL CONTROLLO STRATEGICO 2025 DEFINITIVO: OBIETTIVI, PERCENTUALI E PROBLEMI
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La ragione è semplice ed è legata a due provvedimenti di inizio 2026. Una è della corte di giustiza Ue, l’altra della Corte dei conti riguardanti «la disapplicazione del diritto di prelazione a favore del promotore nei progetti di partenariato pubblico-privato (Ppp) per le quali le pubbliche amministrazioni devono chiudere le gare in corso aggiudicando al miglior offerente, senza favorire il proponente originario per evitare violazioni del diritto Ue». Discreto problema.
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In tal senso l’Anci ha pubblicato un documento per le possibili soluzioni rispetto agli iter in sviluppo: «Ne deriva che l’ente – si legge nel documento di palazzo Spada – dovrà rivalutare le procedure relative agli obiettivi forno crematorio ed efficientamento energetico secondo le nuove disposizioni e le indicazioni operative individuate dall’Anci». Da ricordare che per il primo si è in fase di aggiudicazione proprio al soggetto proponente, per il secondo da poco è la proposta Asm ad essere piazzata a ‘base’. Tutto da riverificare.

Sì, perché il Comune «sta valutando la necessità di adeguare o meno le procedure in quanto la prelazione non potrà più essere prevista nei nuovi bandi, né esercitata nelle gare in corso. Anche la componente politica – viene specificato – rileva la necessità in via precauzionale di introdurre correttivi volti all’adeguamento ai pareri di precontenzioso e di accelerare la procedura dopo una serie di stop burocratici, in quanto il programma ha una valenza fortemente strategica». Vedremo gli esiti.






