di S.F.
L’ampliamento degli spazi pedonali con implementazione dell’arredo urbano costituito da fioriere, eliminazione degli spazi di sosta per ciclomotori, motocicli ed auto «salvaguardando i due posti auto riservati alla ricarica di veicoli elettrici», la posa in opera di un’opera d’arte al centro di un basamento in corrispondenza del cerchio
centrale del disegno a terra progettato dall’architetto Mario Ridolfi. Infine «un intervento innovativo in cui il vettore luminoso assurge a strumento di comunicazione visiva ed emotiva, finalizzato a consolidare il legame identitario tra la cittadinanza e le testimonianze storiche locali, trasformando lo spazio pubblico in un ambiente narrativo e inclusivo». Il Comune ci riprova: approvato in linea tecnica il progetto di riqualificazione di piazza Ridolfi, a Terni.
Piazza Ridolfi, Iapadre: «Lavori necessari dopo anni di interventi incoerenti»
L’assessore proponente è Sergio Anibaldi – nel 2025 ci aveva provato il predecessore Marco Iapadre – e la partita è in mano al responsabile unico di progetto, l’architetto Piero Giorgini. Si tratta del restyling urbanistico, della riorganizzazione della mobilità e della trasformazione illuminotecnica della piazza: l’obiettivo è «valorizzare l’ambiente urbano e illustrare l’identità della comunità ternana». Il quadro economico complessivo dell’operazione è quantificata in 397.750 euro, dei quali 50 mila euro sono relativi alla prima fase (per l’arredo urbano). I restanti sono per la pubblica illuminazione/circolazione stradale (213 mila euro) e tutto ciò che riguarda l’opera d’arte (134.750 euro).
Per ora si inizierà con la prima fase. «Piazza Mario Ridolfi – viene ricordato – costituisce un ambito di eccezionale valore monumentale per la città, in virtù dell’intrinseco significato correlato alla ricostruzione post bellica 1940/1945, alla rinascita sociale, urbanistica ed economica della città, evidenziata e rappresentata dal ‘taglio’ del nuovo asse di Corso del Popolo di cui proprio laù nuova piazza è elemento di unione con il centro storico, simbolo urbanistico progettato dall’architetto Mario Ridolfi, coadiuvato dagli architetti Volfango Frankl e Domenico Malagricci. Necessita di interventi di riqualificazione tesi a preservare e rinnovare l’originale funzionalità di nuova ‘centralità’ urbana nel contestuale rinnovamento e ampliamento del centro storico».
I lavori riguarderanno a stretto giro il completamento del percorso pedonale protetto con spostamento di fioriere esistenti e la posa in opera di altre (sette in più). Più avanti ci sarà poi l’opera d’arte e l’installazione di proiettori Led ad alta efficienza «con sistema di controllo dinamico». Tra gli scopi dell’operazione c’è anche la valorizzazione di palazzo Spada e la promozione dell’inclusività sociale attraverso la riqualificazione degli spazi aperti. Si parte. In ogni caso servirà il supporto della fondazione Carit: per i primi 50 mila euro tutto ok, per i restanti fondi l’ente chiederà il contributo a palazzo Montani Leoni. Non resta che attendere l’esito.






