Si è svolta domenica 21 dicembre, presso la sede della Fondazione Fulvio Sbrolli a Terni, la presentazione del libro ‘L’ultima Testa – Quando la violenza si tinge di rosa’ (editore Morphema) della scrittrice ternana Valeria Poti.
Giunta al suo terzo romanzo, dopo aver ricevuto riconoscimenti dal premio letterario ‘Città di Sarzana’ e dal premio letterario ‘Charles Dickens’ di San Benedetto del Tronto per i primi due libri pubblicati (‘Le margherite di nonno Salvo’ e ‘La voce del Nera’), l’autrice ha presentato il suo ultimo lavoro nella gremita sala della Fondazione, accolta dal benvenuto della presidente Margherita Amadei Sbrolli. All’evento ha partecipato l’assessore alla cultura e bilancio, Michela Bordoni, che ha introdotto la spigolosa tematica della violenza psicologica esercitata tra donne; il tema viene affrontato nel libro di Valeria Poti che racconta le vicissitudini e le vessazioni subite dalla giovane protagonista.
Il romanzo
Fiamma Volpini, 34 anni, si trova ad affrontare un momento delicato della propria vita, subendo uno scossone radicale alle proprie certezze e sicurezze nel momento in cui viene costretta, suo malgrado, a cambiare mansione: fare da assistente a una spietata, ruvida e ingestibile tagliatrice di teste. Da lì, un terremoto lavorativo minerà profondamente i suoi equilibri interiori, familiari, amicali, lasciando il lettore nel dubbio, fino all’ultima pagina, sulla piega che la protagonista stessa deciderà di dare alla propria vita.
Un pomeriggio, quello alla Fondazione Sbrolli, ricco di contributi da parte del pubblico, che si è dimostrato particolarmente partecipativo nell’affrontare la delicata tematica della perdita della propria dignità sul posto di lavoro, quando il confine tra normalità e sopraffazione diventa tanto labile al punto da dissolversi. Un importante contributo sui risvolti legali del mobbing è stato fornito dall’avvocato Federico Favilla del foro di Roma.






