Il questore di Terni, Michele Abenante, ha sospeso la licenza di un bar di corso Tacito per 7 giorni, ai sensi dell’articolo 100 del Tulps (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza). A comunicarlo, con una nota, è la stessa questura di Terni. Il provvedimento è stato eseguito nella tarda mattinata di lunedì 11 maggio da polizia di Stato e carabinieri.
«Il provvedimento – si legge – adottato dal questore Abenante su proposta della Compagnia carabinieri di Terni, prevede la chiusura dell’attività per 7 giorni a seguito di ripetuti controlli svolti dalle forze dell’ordine nel corso degli ultimi mesi. Gli accertamenti effettuati – prosegue il comunicato – hanno consentito di documentare come il locale fosse divenuto abituale ritrovo di soggetti gravati da numerosi precedenti penali e di polizia, in particolare per reati in materia di stupefacenti, contro la persona, il patrimonio, la pubblica amministrazione e in materia di armi. Tra gli avventori controllati figuravano anche persone sottoposte a misure di prevenzione e cautelari».
«Nel corso delle attività di monitoraggio – afferma ancora la questura di Terni – le pattuglie sono intervenute anche per episodi di turbativa dell’ordine pubblico e liti tra clienti, rilevando una situazione ritenuta incompatibile con le esigenze di sicurezza urbana e tutela della collettività, considerato anche il posizionamento dell’esercizio in una zona centralissima della città. Il provvedimento adottato dal questore ha finalità esclusivamente preventiva e mira ad interrompere situazioni suscettibili di generare pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica, impedendo che il locale continui a costituire punto di aggregazione per soggetti pericolosi o dediti ad attività illecite».
«L’attenzione della questura e delle forze di polizia sul fenomeno della criminalità urbana e dei luoghi abitualmente frequentati da soggetti pericolosi resta massima – afferma il questore Michele Abenante –. I controlli proseguiranno con determinazione per garantire sicurezza, vivibilità e tutela dei cittadini e degli operatori economici che lavorano nel rispetto delle regole».







