di C.F.
Finalmente verrà restituita alla comunità di Terni, sabato 29 novembre alle ore 10, la preziosa effige della Madonna col Bambino in trono che si trova nella chiesa di San Pietro. Ciò grazie al recupero effettuato dalla restauratrice Maura Giacobbi Borelli su interessamento del notaio Carlo Filippetti, con il contributo della Fondazione Carit.
L’immagine è posta sul muro esterno laterale della chiesa. Una sorta di edicola che da secoli è alla venerazione dei cittadini e coloro che passano nella via. Forse un ex voto. Alla cerimonia saranno presenti autorità civili e religiose, fra cui il vescovo di Terni-Narni-Amelia Francesco Antonio Soddu. Con l’occasione della restituzione del prezioso frammento di affresco, tutti gli appassionati di storia ed arte potranno varcare la soglia di questa chiesa dell’Ordine Agostiniano, affiancata al grandioso palazzo Manassei, una delle più prestigiose famiglie ternane.
L’attenzone, sabato 29 novembre, sarà concentrata su questa ‘edicola’, o ciò che rimane di essa, posta sul lato sinistro del muro esterno, il cui recupero ha bloccato l’avanzato stato di degrado. Dalle tracce di affresco si può datare approssimativamente attorno alla fine del XIV-primi anni del XV secolo. I tratti, prima dell’intervento, erano letteralmente abrasi e quasi scomparsi, anche se rimangono vive ancora le tonalità di colore. Sicuramente era un votivo come è dimostrato da tracce di copertura e, in basso, da due superstiti mensole in pietra.
Ma la stessa chiesa di San Pietro Apostolo, che in origine era di dimensioni più piccole, è un vero gioiello. La costruzione risale al XIV secolo e venne ampliata e completata (1452) a spese, appunto, di Stefano Manassei, dove qui volle essere sepolto. Facciata a capanna, portale maestoso con fregi e colonne in pietra e, nel timpano, un Cristo Redentore benedicente. Interno ad unica navata, mentre l’abside è poligonale. Campanile a due ordini: inferiore medievale, superiore con cella campanaria del XVIII secolo. L’edificio subì danni nell’evento sismico del 1702 e il suo interno fu decorato con stucchi barocchi, compromettendo gli affreschi. Nel dopoguerra ha subìto un radicale restauro, via gli stucchi e recuperati gli affreschi. Affreschi e frammenti preziosissimi e antichissimi che vale la pena di scoprire nel dettaglio, ispirati alla vita di Gesù, storie della Bibbia e dei Santi agostiniani.






