Un bambino di 7 anni che lascia i suoi popcorn a un uomo seduto su una panchina. Poi la richiesta alla madre: «Non possiamo lasciarlo da solo anche stasera». È da quel gesto spontaneo che nasce la storia raccontata sui social da Sara, educatrice ternana, che da quasi una settimana sta cercando di aiutare Daniel, un uomo di circa 50 anni di nazionalità romena, che da giorni vive all’aperto in viale VIII Marzo, a Terni, esposto anche alle temperature torride di questi giorni.
«Lunedì sera passavamo di lì quando mio figlio Lorenzo lo ha visto e ha voluto fermarsi per lasciargli i popcorn che aveva con sé», racconta la donna. «Il giorno successivo sono ripassata, perché lavoro in quella zona, e l’ho trovato ancora lì. Ho chiamato il 112 e mi è stato risposto che la situazione era già conosciuta, ma che l’uomo non voleva farsi aiutare».
Nei giorni successivi la scena si è ripetuta. «Mercoledì, sotto un sole che picchiava forte, un’ambulanza si è fermata e alla fine lo ha accompagnato in ospedale. Il giorno dopo, però, Daniel era di nuovo sulla stessa panchina».
Secondo quanto riferisce Sara, l’uomo apparirebbe in condizioni di particolare fragilità. «Parla in modo confuso, spesso non riesce a rispondere con lucidità. Mi è stato spiegato che, finché non è lui a chiedere spontaneamente aiuto, è difficile intervenire. Ma io credo che non sia nelle condizioni di farlo. Per questo chiedo che qualcuno trovi una soluzione».
Nel frattempo Sara, insieme all’amica Patricia Turilli, ha cercato di garantirgli almeno i bisogni più immediati: pasti, vestiti, sigarette e qualche momento di compagnia. Sabato sera, però, è arrivata l’iniziativa che ha colpito molti utenti sui social.
«Mentre preparavo la cena, mio figlio Lorenzo mi ha detto: ‘Non possiamo lasciarlo da solo anche stasera’. Così abbiamo caricato in macchina un tavolino, degli sgabelli, i piatti e siamo andati a mangiare con lui». Insieme ai figli Lorenzo, 7 anni, e Matteo, 10, c’era anche un loro amico. Sul tavolo focaccia, fettine in padella, pomodori e il desiderio di condividere qualcosa con chi vive ai margini.

«La gente passava, guardava, commentava, ma nessuno si è fermato», racconta. «Ero un po’ amareggiata, poi Matteo mi ha detto una frase che mi ha fatto riflettere: ‘Mamma, ma tu non ti senti benissimo quando facciamo queste cose?’. In quel momento ho capito che quella cena aveva già raggiunto il suo scopo».
Il post pubblicato da Bernardini si conclude con un appello rivolto alle istituzioni e alla città: «Daniel ha una storia. È giovane. Aiutiamolo». L’auspicio della donna è che possa essere individuato un percorso di presa in carico, anche temporaneo, che gli consenta almeno di trovare un luogo dove ripararsi, lavarsi e ricevere un’assistenza adeguata.






