Momenti di forte tensione nella prima mattina di giovedì nel centro di Terni, dove l’avvocato Cristina Rinaldi è rimasta vittima di un violento tentativo di scippo mentre percorreva via Petroni. La donna sarebbe stata sorpresa alle spalle da una giovane che avrebbe cercato di strapparle la borsa utilizzando un foulard stretto intorno alla tracolla.
Nel tentativo di opporsi, la professionista è caduta a terra ed è stata trascinata per alcuni metri, riportando lesioni giudicate guaribili, dai sanitari dell’ospedale ‘Santa Maria’, in 30 giorni salvo complicazioni. «Se fossi caduta battendo la testa sarebbe potuta finire in tragedia», ha raccontato Cristina Rinaldi, come riferito da ‘Il Messaggero Umbria‘ in un articolo di Sergio Capotosti.

Determinante l’intervento di alcuni passanti, che avrebbe interrotto l’aggressione consentendo alla vittima di liberarsi. La giovane sospettata avrebbe poi tentato un secondo scippo con le stesse modalità ai danni di una studentessa, prima di essere fermata dai carabinieri della Sezione radiomobile della Compagnia di Terni impegnati nei controlli in centro: per lei – si tratta di una donna ternana di 28 anni, tossicodipendente e già nota alle forze dell’ordine – è scattato l’arresto in flagrante per furto con strappo e lesioni personali aggravate.
Venerdì pomeriggio si è tenuta la direttissima in tribunale, in cui il giudice – Biancamaria Bertan – oltre a convalidare quanto eseguito dai militari dell’Arma, ha applicato nei confronti della 28enne – difesa dall’avvocato Andrea Solini Colalè – la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, in attesa della disponibilità di una struttura di recupero dove trasferirla, sempre in regime di domiciliari. In aula la procura, attraverso il vpo Stefano Cerquetti, aveva chiesto la custodia cautelare in carcere.
Nei giorni seguenti i fatti, i carabinieri di Terni hanno diffuso una nota che riepiloga l’accaduto. Di seguito il testo.
Mattinata di tensione in pieno centro a Terni, dove i carabinieri della sezione radiomobile della locale Compagnia hanno tratto in arresto in flagranza di reato una donna italiana di 27 anni, disoccupata e già nota alle forze dell’ordine. Le accuse formulate a suo carico sono di furto aggravato, tentata rapina e porto di oggetti atti ad offendere.
I fatti si sono verificati lo scorso 7 maggio, intorno alle ore 9 nella centralissima via Mancini. Secondo la ricostruzione dei militari, la donna ha agito in una rapida escalation di violenza nel giro di pochissimi minuti. Il primo obiettivo è stato una professionista cinquantenne del posto: l’arrestata ha tentato di strapparle la borsa e, a seguito della resistenza opposta dalla vittima per impedire il furto, quest’ultima è rovinata a terra. Fortunatamente la professionista non ha riportato ferite, ma la dinamica ha configurato l’azione come un vero e proprio tentativo di rapina.
Non paga del primo fallimento, la 27enne ha preso di mira una seconda passante a brevissima distanza: una ragazza di 17 anni che si trovava seduta su una panchina della stessa via. In questo secondo caso il furto con strappo è andato a segno. La fuga della malvivente è stata però interrotta sul nascere grazie al tempestivo intervento di una pattuglia dell’Arma, impegnata nel quotidiano servizio di perlustrazione del territorio.
I militari, notata la scena, hanno bloccato la donna mentre cercava di dileguarsi. La borsa della minorenne è stata interamente recuperata e immediatamente riconsegnata alla legittima proprietaria.
Le successive procedure di perquisizione personale hanno rivelato la potenziale pericolosità del soggetto: la ventisettenne nascondeva infatti un coltello a serramanico della lunghezza complessiva di 17,5 centimetri e un collo di bottiglia in vetro. Entrambi gli oggetti, considerati atti a offendere, sono stati posti sotto sequestro. Su disposizione della competente autorità giudiziaria, la donna è stata condotta presso la propria abitazione e sottoposta al regime degli arresti domiciliari. Il procedimento penale è nella fase del giudizio di primo grado e l’imputata non può essere considerata colpevole prima della condanna definitiva.






