«Un ‘attentato’ alla sicurezza pubblica». Così Marcello Giovannetti, membro del comitato Sant’Efebo e responsabile del monitoraggio/dossier sulla viabilità della zona, definisce la situazione dopo l’analisi effettuata.
NOVEMBRE 2025, IL BOTTA E RISPOSTA SU SANT’EFEBO
«Oltre 2 mila auto in 20 ore, il dossier ‘inchioda’ il Comune», scrive Giovannetti pubblicando la documentazione. «Documentate velocità folli, oltre 120 km/h. L’asse viario Via Perillo – Sant’Efebo è una tangenziale abusiva, anche priva di segnaletica orizzontale e verticale più volte richiesta dal comitato di quartiere Cospea Alta. Se aprono il Sottopasso di Cospea senza blindare i quartieri, sarà la cronaca di un disastro annunciato», la sintesi dell’esposizione.
ESTATE 2025, ANCORA PRESSING SU SANT’EFEBO
Nel dettaglio viene specificato che il documento tecnico «certifica il collasso viario e di sicurezza Via Perillo- Sant’Efebo. Le ultime rilevazioni effettuate con visione artificiale tra gennaio e febbraio 2026 hanno contato fisicamente 2.017 veicoli in appena 20 ore di monitoraggio. I dati di gennaio – viene sottolineato – sono ancora più agghiaccianti di quelli di febbraio; in condizioni di asfalto asciutto, la velocità media schizza a 67,4 km/h in pieno centro abitato, con un picco documentato di oltre 120 km/h. Stiamo parlando di proiettili d’acciaio che sfrecciano davanti alle uscite delle abitazioni private con i rischi facilmente immaginabili».
Il dossier preparato «dimostra che la soglia dei 500 mila transiti annui è già realtà, raggiunta prima dell’apertura del nuovo sottopasso di Cospea. L’amministrazione sta deliberatamente trasformando una via residenziale in una superstrada urbana abusiva. Si evidenzia l’assoluta incompatibilità fisica tra questi flussi e la vita umana. La ciclo-pedonalizzazione del sottopasso Sant’Efebo non è più una richiesta, è l’unico modo per evitare una tragedia di cui le istituzioni saranno le sole responsabili».






