Due arresti, uno eseguito lo scorso settembre e l’altro venerdì 5 dicembre, entrambi nei confronti di soggetti di nazionalità egiziana per violenza sessuale aggravata. Tre le giovani vittime degli abusi, una delle quali minorenne, su cui ha svolto indagini la procura di Terni attraverso gli agenti della I sezione della squadra Mobile, coordinati dal dirigente Lorenzo Lucattoni.
Turpi abusi consumati all’interno di due negozi da barbiere di Terni, il primo in piazza Dalmazia e il secondo a borgo Rivo, di proprietà di un 34enne dell’Egitto, fermato venerdì in centro dalla Mobile ed ora in carcere su ordine del gip di Terni. A settembre invece – ma il fatto è emerso solo ora, contestualmente al secondo arresto – era stato posto ai domiciliari, sempre su ordine del gip, un dipendente delle attività, connazionale e più giovane del titolare.
Circa i fatti, stando alle dettagliate denunce e relativi riscontri della Mobile, il primo episodio si è verificato a fine agosto nel negozio di piazza Dalmazia, dove il 34enne e il dipendente avrebbe convinto due ragazze a seguirli, ricorrendo a modi inizialmente affabili, gentilezza, una certa simpatia. Scenario poi spazzato via dalle violenze compiute nel negozio. Seguite a distanza di pochi giorni dal secondo episodio nell’esercizio di borgo Rivo: lì il 34enne, con modalità simili, avrebbe abusato di un’altra ragazza.
Se nel giro di pochi giorni le indagini della Mobile ternana avevano chiarito gran parte del quadro, con l’emissione delle misure chieste dalla procura della Repubblica, di contro solo il dipendente dei due barber-shop era stato arrestato, con applicazione dei domiciliari, in quanto il titolare era già irreperibile.
Ma la paziente attesa ha pagato, visto che la questura di Terni ha ricevuto segnalazioni in ordine ad un viaggio dell’uomo nel suo Paese d’origine e al possibile, imminente, rientro in Italia, a Terni. E così è stato, visto che venerdì il soggetto è stato rintracciato e fermato – non ha opposto alcuna resistenza – ed è stato tradotto nel carcere di vocabolo Sabbione. A settembre, si ricorderà, il questore di Terni Michele Abenante aveva ‘sospeso’ i due negozi per 15 giorni. Ed oggi, invece, con il cerchio chiuso – almeno sul piano cautelare – rivolge «un sincero complimento» al personale della polizia di Stato che ha operato.






