Una legge speciale per i trasporti in Umbria, fondi nazionali immediati e nuovi collegamenti rapidi con Roma e Firenze. Sono le richieste avanzate dai sindacati Filt Cgil Umbria, Uiltrasporti Umbria e Orsa Ferrovie Umbria, che denunciano una situazione ormai «oltre il limite della decenza» per migliaia di studenti e lavoratori pendolari che ogni giorno si spostano tra l’Umbria e la capitale.
In una nota congiunta, i segretari Ciro Zeno (Filt Cgil Umbria), Giulia Valentini Albanelli (Uiltrasporti Umbria) e Luca Taraddei (Orsa Ferrovie Umbria) puntano il dito contro il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, parlando di un «totale fallimento» delle politiche messe in campo negli ultimi anni. «Non è più tempo di scuse, tavoli tecnici o promesse elettorali – aggiungono i rappresentanti sindacali -. Le speranze di un cambiamento sono state polverizzate dal totale fallimento delle politiche del ministero».
Secondo i sindacati, i continui disagi che interessano i collegamenti ferroviari da e per Perugia, Terni, Foligno e Orvieto non sarebbero il frutto di circostanze occasionali, ma il risultato di precise scelte politiche. «Il collasso quotidiano dei collegamenti ferroviari da e per l’Umbria non è più una fatalità: è una precisa scelta politica – sostengono Zeno, Valentini Albanelli e Taraddei -. L’Umbria è stata deliberatamente isolata, schiacciata da una logica di potere e da un’incompetenza ministeriale che ignora le necessità vitali di un’intera regione».
Solidarietà ai lavoratori ferroviari
Nel documento trova spazio anche il tema delle crescenti tensioni che si registrano nelle stazioni e a bordo dei treni. Filt Cgil, Uiltrasporti e Orsa esprimono infatti piena solidarietà ai dipendenti di Trenitalia, Rfi e agli addetti dell’assistenza clienti, spesso costretti a gestire le proteste dei viaggiatori. «Sono loro i veri frontman che subiscono questo disastro assieme ai pendolari – evidenziano i sindacati –. Personale di bordo e di terra che non ha alcuna responsabilità sulla mancanza di treni o sui binari unici, ma che quotidianamente si trova a fare i conti con l’esasperazione di chi viaggia». Secondo le organizzazioni sindacali, pendolari e lavoratori condividono la stessa condizione di disagio e sarebbero entrambi vittime di una gestione ritenuta inadeguata del sistema ferroviario regionale.
Le richieste al Governo
I sindacati chiedono l’approvazione di una «legge speciale per i trasporti in Umbria», un provvedimento straordinario che riconosca l’isolamento infrastrutturale della regione e permetta di superare le criticità accumulate negli anni. Tra le richieste figurano anche lo stanziamento immediato di risorse nazionali dedicate al potenziamento delle infrastrutture e l’attivazione di collegamenti più veloci ed efficienti tra l’Umbria, Roma e Firenze. «Servono soldi subito, non progetti sulla carta per i prossimi decenni – affermano Zeno, Valentini Albanelli e Taraddei –. L’Umbria ha bisogno di infrastrutture ora».
Infine l’annuncio di una mobilitazione che si preannuncia intensa. «La pazienza è finita» dichiarano i tre segretari, assicurando che le organizzazioni sindacali non accetteranno più rimpalli di responsabilità tra Regione, Trenitalia e ministero. «Da oggi la mobilitazione sindacale e sociale sarà totale: non faremo un solo passo indietro finché le nostre richieste non diventeranno realtà».
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