di Giovanni Cardarello
Un fronte comune per evitare che i treni regionali vengano definitivamente “schiacciati” dai giganti dell’Alta Velocità.
Nel pomeriggio di mercoledì 8 aprile si è tenuto il primo incontro del tavolo interregionale dedicato al modello di esercizio ferroviario dell’Italia centrale.
Un summit tecnico e politico, spiega Il Messaggero Umbria oggi in edicola, che ha visto seduti allo stesso tavolo i vertici di Rfi e gli assessori ai trasporti di Umbria (Francesco De Rebotti), Lazio (Fabrizio Ghera) e Toscana (Filippo Boni).
La sfida della saturazione e l’incognita Sncf
Al centro del confronto, la delicatissima gestione della linea Direttissima Firenze-Roma. Il binario veloce è ormai saturo, dominato dai servizi a mercato (AV) che lasciano sempre meno spazio ai convogli regionali.
La preoccupazione cresce in vista del prossimo anno: con l’ingresso dei francesi di Sncf nel mercato italiano, la concorrenza sulle tracce orarie si farà ancora più serrata. Il rischio concreto per migliaia di pendolari umbri è quello di finire reclinati sulla “linea lenta”, con aumenti dei tempi di percorrenza che superano i 30 minuti.
Verso un nuovo modello di esercizio
L’obiettivo del tavolo, che proseguirà con confronti tecnici nelle prossime settimane, è superare la rigidità dei contratti di servizio regionali. Rfi ha confermato che i risultati di questo studio diventeranno la base per i nuovi ‘Accordi quadro’ delle Regioni (l’Umbria ha attualmente il proprio deliberato ma congelato).
Si punta, si legge sempre sul Messaggero nell’articolo a firma Luca Benedetti, a una strategia integrata che permetta di blindare gli orari dei pendolari, specialmente nelle fasce di rientro pomeridiano da Roma, oggi le più critiche.
Le reazioni: De Rebotti, Anci e Sindacati
Mentre l’assessore De Rebotti, in Assemblea Legislativa ha ribadito l’interesse per il potenziamento dell’Alta Velocità e del ‘polo sud’ della regione, cresce la pressione dalle parti sociali.
Ciro Zeno (Filt Cgil) ha chiesto un’azione istituzionale immediata, sollecitando i sindaci delle principali città umbre (da Perugia a Terni, fino a Orvieto e Città di Castello) a convocare consigli comunali aperti con i vertici di Fs.
Sulla stessa linea Luca Tramini, presidente della Consulta Trasporti Anci Umbria, che invoca un intervento urgente del Ministero delle Infrastrutture: «Non bastano più soluzioni tampone, serve un confronto strutturale tra Anci e Governo».
Venerdì di passione: sciopero bus
In un clima già teso per i trasporti, la giornata odierna si preannuncia difficile anche su gomma. I sindacati Usb Lavoro Privato e Adl Cobas hanno proclamato uno sciopero del trasporto pubblico locale di 4 ore, con possibili disagi per le linee degli autobus in tutta la regione






