di Giovanni Cardarello
Un quadro complesso, in bilico tra la crescente pressione demografica di una delle regioni più ‘vecchie’ d’Italia e la straordinaria risposta del mondo del volontariato. L’Umbria si trova oggi ad affrontare una vera e propria emergenza assistenza: con una densità di appena 8,5 badanti ogni 100 anziani, i servizi pubblici faticano a rispondere alla domanda, scaricando il peso della cura sulle famiglie e sul terzo settore. I numeri, emersi dall’analisi pubblicata da ‘Il Messaggero Umbria‘, descrivono una realtà difficile per la terza età. Sono circa 60 mila i caregiver familiari che spendono la propria esistenza per assistere i propri cari, muovendosi spesso in una fitta rete di burocrazia e profonda solitudine.
A pesare sul sistema umbro vi è anche il blocco delle strutture residenziali: le liste d’attesa per l’accesso nelle Rsa regionali contano ben 1.600 anziani. Un deficit di posti che risulta equamente distribuito sul territorio, con 750 richieste inevase nel territorio della Usl Umbria 1 e 850 nella Usl 2.
Il boom del Terzo settore e il ruolo di Auser
A fronte di una risposta pubblica considerata ancora insufficiente, la regione registra tuttavia un vero e proprio boom della solidarietà. Nel registro unico regionale si contano 2.700 enti del terzo settore, traducendosi in quasi 180 realtà sociali ogni 100 abitanti. I volontari attivi sfiorano quota 25 mila unità, un dato nettamente superiore alla media nazionale. Tra le reti più radicate c’è l’Auser (l’Associazione per l’invecchiamento attivo), reduce dalla sua assemblea annuale in cui ha approvato il bilancio consuntivo e tracciato le linee per il futuro.
«Il volontariato attuale è in via di cambiamento e si misura con le criticità di esclusione, solitudine e accesso ai diritti per la tutela della salute. Ora, fare volontariato vuol dire fare comunità e far vivere una vita di relazione dando vita agli anni», spiega a ‘Il Messaggero‘ Manlio Mariotti, presidente regionale Auser, forte di una lunga esperienza ai vertici della Cgil regionale. L’associazione ha chiuso il 2025 in forte crescita, raggiungendo i 5.700 soci, più 300 rispetto al 2024, di cui 1.250 sono volontari attivi, distribuiti tra 10 associazioni territoriali di volontariato e 23 di promozione sociale.
Mobilità e contrasto all’isolamento: i dati del 2025
L’impegno di Auser sul territorio spazia dal volontariato civico tradizionale (presenza davanti alle scuole, piedibus, manutenzione dei parchi) fino ai servizi socio-sanitari essenziali. Tra questi spiccano l’accoglienza nelle Usl, il trasporto sociale e il noto telefono ‘Filo d’argento’, pronto ad affrontare l’imminente emergenza estiva offrendo risposte contro le ondate di calore e la solitudine, anche nei giorni festivi, attraverso il numero verde 800.995.988.
Proprio sul fronte della mobilità sociale si registra l’incremento più consistente di richieste, causato in parte anche dal cosiddetto ‘turismo sanitario’ a cui i cittadini ricorrono per accedere alle prestazioni mediche. Nel corso del 2025, i 18 mezzi a disposizione dell’associazione hanno percorso ben 800 mila chilometri – una cifra in netta crescita rispetto agli anni precedenti – portando a termine 36 mila interventi. Questi servizi includono l’accompagnamento per esami medici, il ritiro di farmaci, la spesa quotidiana e, durante l’estate, i trasferimenti verso parchi o centri commerciali climatizzati per sfuggire alla morsa del caldo. Un’attività mastodontica che ha coinvolto oltre 30 mila utenti e che ha spinto i volontari, pur di soddisfare la domanda crescente, a utilizzare frequentemente persino le proprie autovetture personali.






