di Giovanni Cardarello
Un nuovo grave episodio di violenza ha funestato il calcio dilettantistico dell’Umbria nel fine settimana appena trascorso. I fatti, che non mancheranno di sollevare sdegno e condanna, vengono riportati da ‘Il Corriere dell’Umbria’. Vediamoli nel dettaglio. Siamo sul campo della Virtus Collina, società militante nel girone B della Prima Categoria, lo storico Comunale di via Burgiano a San Martino in Colle, quartiere di circa 2 mila abitanti nel Comune di Perugia. In campo per il match valido per la 19° giornata, la Virtus e l’Olimpia Umbria. La squadra di casa è il fanalino di coda del girone con 1 punto raccolto in 18 partite mentre gli ospiti veleggiano al 4° posto con 37 punti a -13 dalla capolista San Sisto.
L’aggressione al 20’ del primo tempo
Il cronometro, come riporta ‘Il Corriere dell’Umbria‘, segna il ventesimo minuto di gioco quando la situazione degenera. Secondo le prime ricostruzioni, l’arbitro, un direttore di gara di Città di Castello con diverse partite in curriculum, sarebbe stato vittima – il condizionale è d’obbligo e i fatti verranno chiariti dal referto – «di un’aggressione fisica da parte di un calciatore della squadra locale, la Virtus Collina». Nello specifico, si parla di una testata al petto ricevuta dall’arbitro. Nonostante il tentativo di gestire la tensione, il fischietto tifernate, scosso dall’episodio, ha deciso chiudere l’incontro in anticipo, ritenendo che non ci fossero più le condizioni di sicurezza e serenità per proseguire.
La dura condanna della Virtus Collina
La reazione della società di casa è stata immediata e improntata alla massima fermezza. Attraverso una nota ufficiale, «la Virtus Collina ha voluto prendere nettamente le distanze dal comportamento del proprio tesserato, condannando con decisione ogni forma di violenza, sia essa verbale o fisica». I vertici del club hanno ribadito «la loro piena fiducia nell’operato della classe arbitrale e degli organi competenti, sottolineando come l’episodio sia in totale contrasto con i valori di correttezza, lealtà e rispetto che la società si impegna a promuovere». Per questo motivo, si legge ancora su ‘Il Corriere dell’Umbria‘, «sono già state avviate le valutazioni interne per adottare severi provvedimenti disciplinari nei confronti del giocatore, nel pieno rispetto del codice etico societario e delle normative federali».
Lo scenario delle sanzioni
Il futuro della partita di San Martino in Colle e dei protagonisti della vicenda è ora nelle mani del giudice sportivo della Lega Nazionale Dilettanti dell’Umbria. Giudice che dovrà analizzare il già citato referto arbitrale per stabilire la gravità dell’accaduto e le relative pene. Stando alla giurisprudenza sportiva, in casi del genere è quasi d’obbligo la sconfitta a tavolino per la Virtus Collina. Ma l’attenzione è rivolta soprattutto a cosa accadrà al calciatore che si sarebbe reso protagonista dell’episodio. Se i fatti verranno confermati, per lui si prospetta una lunga squalifica. Non si possono escludere ulteriori provvedimenti disciplinari e ammende a carico della Virtus Collina per responsabilità oggettiva.






