di Giovanni Cardarello
Non una semplice visita di cortesia, ma un vero e proprio tavolo di lavoro per scuotere il sistema della mobilità umbra. La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, insieme all’assessore Francesco De Rebotti ha incontrato i massimi dirigenti del Gruppo FS per mettere nero su bianco le necessità di un territorio che non vuole più restare ai margini delle grandi direttrici nazionali.
Il Frecciarossa per San Francesco
Il cuore della proposta, si legge in una nota della Regione Umbria, batte per Assisi. In vista dell’ottocentenario francescano del 2026, evento che attirerà flussi turistici mondiali, la presidente Stefania Proietti ha chiesto a FS di vestire i panni di Official Mobility Partner. La strategia per gestire l’afflusso record non passa solo per nuovi treni feriali sulla tratta Roma-Assisi-Perugia, ma per una vera e propria rivoluzione del servizio alta velocità.
L’idea, spiega la nota regionale, è quella di sperimentare l’arretramento del Frecciarossa, attualmente attestato a Perugia, fino alle stazioni di Assisi e Foligno. «L’amministratore delegato di Trenitalia, Gianpiero Strisciuglio, ha dato il via libera alle verifiche tecnico-economiche per capire se e come questo prolungamento possa diventare realtà nel breve periodo», precisa la Regione Umbria.
Il rebus dell’Alta Velocità e il nodo Orte

L’interlocuzione con Ferrovie da parte di Proietti e De Rebotti ha toccato anche il tasto dolente della stazione Medioetruria. Sul tema, la Regione Umbria chiede chiarezza e, soprattutto, un dialogo costante con la Regione Toscana.
Per superare lo stallo, Strisciuglio ha proposto di riaprire un tavolo di confronto presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La delegazione umbra ha poi premuto l’acceleratore sulla stazione di Orte, considerata uno scalo vitale non solo per il Ternano e l’Alto Lazio, ma per l’intera economia del sud dell’Umbria, chiedendo un incremento dei servizi di alta velocità che vi fanno scalo.
La nuova vita della Fcu e la sfida dei 200 km/h
Capitolo a parte la quesitone Ferrovia Centrale Umbra. Qui la Regione Umbria gioca la carta della gestione statale. La proposta avanzata da Proietti e De Rebotti, infatti, è quella di restituire la proprietà e la gestione della linea al Ministero per integrarla definitivamente nella rete nazionale di Rfi. Si tratta di un passaggio fondamentale, nelle intenzioni, per sbloccare investimenti come il potenziamento dei binari per permettere il transito di carichi più pesanti e l’introduzione di raddoppi selettivi che consentano alla Fcu di funzionare come una moderna metropolitana di superficie.
Infine, il capitolo investimenti Pnrr promette di cambiare il volto dei viaggi quotidiani. «Strisciuglio – conclude la nota – ha confermato che l’Umbria sarà tra le prime regioni in Europa a vedere sui propri binari treni regionali capaci di raggiungere i 200 km/h. Il cronoprogramma è serrato: entro giugno 2026 verranno consegnati i primi quattro convogli, seguiti da altri due entro fine anno, per arrivare a una flotta di dodici nuovi treni entro l’estate del 2027». Un parco treni che, nelle intenzioni di Regione e FS, dovrà finalmente garantire puntualità e standard di viaggio degni di una regione a vocazione europea.






