di S.F.
Il ricorso della RWE Renewables Italia srl è accolto e di conseguenza c’è l’annullamento della determina dirigenziale regionale numero 11536 del 4 novembre 2025. Il Tar ha sentenziato sullo scontro tra la società e la Regione Umbria in merito alla realizzazione dell’impianto eolico composto da 7 aerogeneratori (6 Mw ciascuno) denominato Phobos tra i territori di Orvieto e Castel Giorgio: ritenuto, in sostanza, il diniego non legittimo per tutta una serie di ragioni. Sotto il documento integrale firmato dal presidente Pierfrancesco Ungari e dall’estensore Floriana Venera Di Mauro. La contesa era sulla conclusione negativa del procedimento per l’istanza di autorizzazione unica. Altro paio di maniche vedere se effettivamente sarà ‘messo a terra’. Ad esporsi in serata è l’assessore all’ambiente Thomas De Luca.
LA SENTENZA INTEGRALE E LE MOTIVAZIONI DELLA VICENDA
Bocciata la costruzione di un impianto eolico con 7 aerogeneratori nell’Orvietano

«La sentenza, pur avendo avuto un esito tecnicamente prevedibile dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato sul silenzio-assenso, non sposta di un millimetro – il commento di De Luca – la nostra posizione su questa vicenda. Siamo di fronte a un paradosso giuridico che vede la Regione Umbria soccombere non per mancanza di ragioni ma per gravi mancanze del passato e l’ipocrisia del governo Meloni. Se oggi ci troviamo qui è in primo luogo a causa della totale inerzia della precedente amministrazione regionale di centrodestra nel 2023, momento in cui si sarebbe dovuto procedere ad archiviare formalmente il procedimento di autorizzazione unica oppure a svolgerlo nei tempi previsti dalla legge. In seconda istanza perché con la deliberazione del Consiglio dei Ministri del 27 giugno 2023 a firma di Giorgia Meloni, scavalcando perfino il parere contrario del ministero della cultura, il governo ha dato il proprio parere favorevole. Un atto pienamente discrezionale che ha di fatto ignorato tutte le criticità dell’intervento. Come giunta regionale, abbiamo cercato – conclude – di porre rimedio a tali mancanze ma tutto questo è stato vanificato da una precisa scelta. Sarebbe ora che i responsabili se ne assumano la piena responsabilità politica».






