di Gianni Giardinieri
Ternana ‘2x’ si potrebbe dire. O meglio, due ‘Ternane’. Una denominata ‘Ternana Men’, di proprietà di Stefano Bandecchi, pronta a giocare il torneo di serie D. L’altra, la ‘Ternana 1925’, che se dovesse trovare un aggiudicatario all’asta di venerdì 22 maggio, disputerebbe il campionato di serie C. Per arrivare al paradosso di vedere due squadre giocare sullo stesso impianto, il ‘Libero Liberati’, con ipotetico, futuro, derby. Scenario tra lo sconcertante e il fantascientifico. Per provare a spiegare a chi non ha seguito tutti gli eventi delle ultime settimane che riguardano i colori rossoverdi, bisogna partire dalla Ternana 1925, quella vera.
Dopo la prima asta dello scorso 13 maggio per l’aggiudicazione del ramo sportivo andata deserta, l’intenso lavoro della curatela fallimentare e del direttore generale del club, Giuseppe Mangiarano, ha prodotto un risultato notevole: la sostanziale riduzione del cosiddetto ‘debito sportivo’, quello cioè inerente gli adempimenti strettamente legati agli emolumenti – e relativi contributi previdenziali e assistenziali – dei contratti federali, ‘bollinati’ dalla Figc. Circa 1,5 milioni di euro in meno rispetto alla stima iniziale. Merito dei calciatori e di tutti i dirigenti (salvo qualche eccezione) che hanno deciso di decurtarsi volontariamente circa la metà dei propri compensi, per il periodo gennaio-giugno 2026 e per tutta la stagione prossima (per chi ha il contratto con scadenza 30 giugno 2027).
Sulla base di questo ‘sacrificio’, assai apprezzabile e apprezzato, la curatela fallimentare ha deciso di esperire un secondo tentativo per l’aggiudicazione del ramo sportivo, con data fissata per venerdì 22 maggio. Dovendo però, gli eventuali partecipanti, versare il 10% della caparra (14.600 euro) per partecipare alla stessa, entro le ore 12 del giorno precedente: ecco che giovedì 21 maggio sarà la vera data per capire se la Ternana Calcio 1925 sarà ancora in vita.
In queste ore sta prendendo corpo l’idea che qualcuno possa presentarsi all’asta, singolarmente o attraverso la ormai celeberrima ‘cordata’. Nomi ne sono stati fatti e riguardano sostanzialmente ex presidenti delle Fere, da Franco Fedeli a Simone Longarini. Il primo, a quanto pare, sarebbe pronto ad impegnarsi per circa 2 milioni di euro a stagione, non di più, cifra sufficiente (anche se a stento) per garantire soltanto l’ordinaria gestione del club. Il secondo appare assai più defilato e probabilmente tirato in ballo non per sua volontà. Restano altre ipotesi legate per lo più a personaggi gravitanti sulla capitale e ‘invitati’, da imprenditori ternani, ad interessarsi delle vicende del club. Martedì, come ha confermato il direttore generale Giuseppe Mangiarano ai microfoni di Ternana Time, potrebbe essere in tal senso una giornata importante, con un faccia a faccia programmato a Roma tra lo stesso Mangiarano e ‘mister X’.
Intanto Stefano Bandecchi procede spedito verso la costituzione di un’altra realtà che sarebbe completamente sganciata dagli eventi riguardanti la Ternana Calcio: la costituzione della ‘Ternana Men’, società calcistica nata dalla fusione dell’Orvietana (passata di mano nelle scorse ore dall’ex presidente Biagioli allo stesso Bandecchi) con la Tip Power Futsal Ternana, che compete nel calcio a 5. Obiettivo giocare al ‘Liberati’ e in serie D, sfruttando le possibilità consentite in tal senso dalle Noif, le Norme organizzative della Figc.
In sostanza, la Ternana Men erediterebbe il titolo sportivo dell’ex Orvietana, che nei giorni scorsi ha mantenuto la categoria della serie D salvandosi al play out contro il Poggibonsi. Un guazzabuglio niente male, con Stefano Bandecchi che si è detto anche indisponibile a dare una mano, sottoforma di sponsor con la sua Unicusano, agli eventuali acquirenti della Ternana Calcio 1925, di fatto togliendo una ‘stampella’ al progetto di un gruppo di volenterosi decisi a mantenere la serie C e il club che ha appena festeggiato il centenario.






