Dopo il ricorso al Tar dell’Umbria, ‘firmato’ Amici della Terra in collaborazione con i comitati e i cittadini che si stanno battendo, ora è tempo di assemblea pubblica per il comitato ‘Noi amiamo Ferentillo’. L’obiettivo dichiarato è fermare la costruzione, in corso, della cabina primaria di E-Distribuzione in località il Piano, a Ferentillo, ma anche i progetti legati all’eolico fra Montebibico (Spoleto) e la Valnerina ternana, «le cui opere accessorie – affermano dal comitato – sono destinate a sorgere nei pressi della stessa cabina primaria, a ridosso del Parco fluviale del Nera».
Depositato il ricorso, con tanto di richiesta di sospensione cautelativa dei lavori, il comitato mercoledì ha svolto un nuovo sopralluogo nella zona del cantiere. Dopo il quale, il prossimo step è rappresentato dall’assemblea pubblica sui temi cabina primaria e impianti eolici. Si terrà entro la prima metà di ottobre, probabilmente presso il teatro di Ferentillo e comunicazioni, in questo senso, sono attese a stretto giro.
«Sarà l’occasione – osservano da ‘Noi amiamo Ferentillo’ – per ascoltare i pareri di tecnici qualificati ed esperti. Non inviteremo esponenti politici e istituzionali come relatori proprio perché questo è il momento di affrontare la questione attenendoci ai contenuti progettuali e alle possibili conseguenze». Si parlerà infatti di biodiversità, energie rinnovabili, equilibrio idrogeologico, rapporti costi-benefici e potenziali conflitti di interesse. «È il momento della partecipazione democratica», specificano.
Ma il richiamo alle istituzioni torna attuale quando si parla della possibilità di fermare progetti e lavori in corso: «Un tema che riguarda tutti ad ogni livello – osservano dal comitato -, a partire dal Comune di Ferentillo che, a parole, si è mostrato contrario alla localizzazione della cabina primaria. E che nei fatti può ancora ratificare la ‘delocalizzabilità’ dell’opera, ovvero che questa può essere costruita in un’area diversa da quella prevista».
Intanto, però, i lavori vanno avanti, «e noi li contestiamo per diverse ragioni, anche perché si tratta di una zona ‘a massimo rischio di esondazione’». Ma i limiti per il comitato riguardano anche l’iter autorizzativo regionale, accompagnato dalle prescrizioni rilasciate il 20 febbraio del 2024. Se l’interesse pubblico è stato già dichiarato dalla società titolare dell’intervento, margini – e per motivi diversi – ci sono, secondo il comitato, sulla ‘non delocalizzabilità’ dell’opera. «La ratifica del Comune su questo punto non c’è ancora». Un dibattito che, secondo il comitato, deve coinvolgere per forza di cose anche Arrone e Spoleto, e non solo la comunità ferentillese, in quanto la cabina è realizzata per il potenziamento della rete elettrica dei tre comuni.
Una battaglia che prende le mosse dalla volontà di tutelare l’integrità naturalistica e paesaggistica di questa parte della Valnerina ternana, caratteristica principale della sua identità. E che richiama elementi di sicurezza idro-geologica, per uscire dai contenuti più e meno opinabili ed entrare in un ambito – quello della certezza normativa – dove ci sono spazi di azione. In attesa che la politica assuma una direzione chiara, oltre le dichiarazioni.






