di Giovanni Cardarello
La progressiva diffusione della WND – acronimo di West Nile Disease – sul territorio nazionale, spinge la Regione Umbria, attraverso il Servizio prevenzione, sanità veterinaria, sicurezza alimentare, ad alzare il livello di sorveglianza e ad intensificare una specifica campagna di comunicazione. Lo rende noto lo stesso ente tramite una nota di stampa. Ma, attenzione, al momento non c’è nessun allarma specifico nel territorio umbro: la stessa Regione, infatti, conferma nella stessa nota l’assenza di contagi sul proprio territorio. Contagi che, sempre secondo la Regione Umbria, non sono stati riscontrati né tra gli esseri umani né tra gli animali, in virtù del «costante impegno dei professionisti che quotidianamente si dedicano all’attuazione del Pna, il Piano di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi del 2025».
Ma che cos’è la West Nile Disease, o febbre del Nilo occidentale? Parliamo di una malattia virale trasmessa principalmente dalle zanzare del genere culex. Una malattia che, sebbene non si trasmetta direttamente da persona a persona o da animale a uomo per contatto, rappresenta una priorità di sanità pubblica e veterinaria. Ma veniamo alle attività specifiche della Regione Umbria, partendo dalle azioni del sistema di sorveglianza umbro, consentendo un monitoraggio capillare del territorio.
In primo luogo, la sorveglianza entomologica. Dalla primavera all’autunno, le trappole per zanzare, posizionate strategicamente, permettono di monitorare la presenza dei vettori e l’eventuale circolazione del virus tra di essi Si passa poi alla sorveglianza sierologica su uccelli stanziali. Gli uccelli, veri ‘sentinelle’ della malattia, vengono monitorati per rilevare precocemente l’attività virale nell’ambiente. Un’azione importante è prevista per la sorveglianza su uccelli selvatici morti. In questo caso l’analisi di esemplari rinvenuti senza vita contribuisce a tracciare la diffusione del virus. C’è, infine, la sorveglianza clinica negli equidi, che possono manifestare segni neurologici in caso di infezione, fornendo un’ulteriore indicatore della circolazione virale.
«Questo approccio integrato – spiega la Regione Umbria – permette di rilevare tempestivamente ogni segnale della presenza del virus, permettendo alla Regione stessa di attivare con prontezza tutte le azioni di prevenzione e controllo necessarie, prima che la malattia possa manifestarsi nella popolazione». Fondamentale è anche la prevenzione personale: da qui l’invito ai cittadini «a continuare a proteggersi dalle punture di zanzara, eliminando i ristagni d’acqua, utilizzando repellenti e zanzariere, specialmente dall’alba al tramonto». Inoltre la Regione Umbria spiega che «è attivo un sistema di allerta per gli apicoltori, che vengono avvisati in caso di trattamenti di disinfestazione, permettendo loro di adottare le dovute precauzioni per la salvaguardia delle api». Ma non solo. È stato elaborato un piano per contrastare l’eventuale sviluppo di resistenza agli insetticidi da parte delle zanzare, assicurando l’efficacia delle misure di controllo nel lungo termine.
L’altra ‘gamba’ delle azioni previste dalla Regione Umbria è in ordine alla comunicazione. A tal proposito, come accennato, verrà implementata una campagna che vede impegnate la Regione stessa, le aziende sanitarie regionali e Anci Federsanità. È prevista la diffusione sui canali web, social e con materiali cartacei, delle informazioni e i consigli utili per coinvolgere attivamente i cittadini nelle azioni di prevenzione. Da segnalare, infine, che il Centro nazionale sangue comunica che «per l’emergenza Dengue virus, i donatori che hanno soggiornato in Sud America, Provenza, Budrio e Provincia di Bologna dovranno osservate un periodo di sospensione dalla donazione di 28 giorni dal rientro».






