Prosegue a Terni il confronto su Zes, tributi e possibilità di agevolazioni per le imprese che decidono di investire sul territorio. Il confronto ha coinvolto per lo più il capogruppo FdI e il sindaco Stefano Bandecchi, spesso in cattedra di recente per parlare di questa tematica.
Al centro dell’attenzione il documento condiviso da Pastura con i colleghi Marco Cecconi (FdI), Guido Verdecchia, Cinzia Fabrizi (Gruppo Misto), Francesco Ferranti (FI) e Valdimiro Orsini (Terni Masselli Sindaco) in merito a Zes, strategia di attrattività e sviluppo produttivo. «Nel corso del dibattito odierno – sottolinea Pastura – l’intero consiglio comunale ha condiviso il mio atto che vede nello strumento della Zes unica, messo in campo dal governo Meloni, un’opportunità concreta che Terni deve perseguire senza esitazioni. La Zes è un modello nazionale pensato per attrarre investimenti, creare lavoro e accelerare l’apertura di nuove attività produttive, grazie a un sistema di agevolazioni e soprattutto grazie a un meccanismo decisivo, ossia l’autorizzazione unica che consente di ridurre drasticamente tempi e passaggi burocratici, accorpando in un solo provvedimento numerosi pareri e autorizzazioni».

L’esponente FdI evidenzia poi che «a questo si aggiunge un elemento fondamentale, il governo nazionale ha stanziato, nella manovra, 2,1 miliardi di euro per il solo 2026 per finanziare il credito d’imposta Zes. Un segnale politico ed economico inequivocabile perché è inconfutabile che il Governo, al netto delle posizioni ideologiche, sta investendo risorse reali per rendere lo strumento efficace e competitivo. Proprio per questo ho avuto modo di confrontarmi preliminarmente con il sindaco e con l’assessore Cardinali sul contenuto dell’atto verificando la disponibilità della giunta a considerarlo non come un documento simbolico, ma come un tassello operativo reale della strategia di sviluppo cittadina. Nel merito, tra le altre proposte, ho chiesto che il Comune accompagni la fiscalità nazionale di vantaggio con una fiscalità locale coerente prevedendo per le nuove imprese che assumono lavoratori un abbassamento deciso (fino anche all’azzeramento) dell’Imu e della Taric, come misura concreta e immediatamente percepibile dagli investitori».

Bandecchi e maggioranza hanno così «proposto un passaggio in commissione, con l’ausilio dei dirigenti, per costruire un quadro di incentivi misurabile, sostenibile e tangibile, in modo che lo strumento Zes diventi un acceleratore potenziato. È un passaggio positivo, perché la sfida oggi è una sola, ossia rendere la Zes una leva operativa capace di generare insediamenti produttivi, ampliamenti industriali e soprattutto nuova occupazione. Mi auguro che anche la Regione Umbria faccia altrettanto stanziando le risorse strategiche del Fesr, che possono rafforzare l’impatto della Zes e renderla, insieme a quelle nazionali e comunali, un vero volano di crescita. In altre regioni dove la Zes è stata utilizzata con decisione e senza pregiudizi, la crescita economica ha raggiunto risultati significativi fino al 12,6%. Terni non può permettersi – conclude – una politica fatta di ‘barricate’, né un’opposizione preconcetta e sterile perché quando uno strumento è utile, si sostiene; quando può creare lavoro, si applica».
Il primo cittadino in aula ha aggiunto un ulteriore elemento: «Lancio la proposta di portare tutto in commissione. Sarebbe possibile – la replica dal lato Comune – per le nuove aziende che volessero svilupparsi nel Ternano, poter azzerare o portare al 50% l’Imu che riguarda gli imbullonati. Tutti i macchinari poggiati a terra, sono una cifra spaventosa. Ricordiamo che una parte dell’Imu è dello Stato e non possiamo gestirla, la nostra sì. La giunta è disponibile a fare un ragionamento».






