di Giovanni Cardarello
Le ZES, acronimo di Zone Economiche Speciali, riconosciute come strumento strategico di politica industriale per attrarre investimenti e promuovere lo sviluppo, sono al centro di un’importante azione politica delle Regioni Umbria e Marche. Un’azione volta a modificarne l’attuale perimetro di applicazione. L’azione della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti mira a correggere la disparità che si è venuta a creare con la delibera regionale del 2021, che ha limitato il credito d’imposta afferente alle ZES a soli 37 comuni sui 92 totali del territorio umbra. Di fatto metà della popolazione regionale è esclusa dal beneficio creando, di fatto, due pesi e due misure.
Ricordiamo che le ZES prevedono due agevolazioni per le imprese. La prima è la semplificazione amministrativa, la cosiddetta ‘autorizzazione unica’. Questo beneficio è già esteso a tutto il territorio regionale e consente l’ottenimento delle autorizzazioni in soli due mesi. La seconda, il credito d’Imposta, come accennato è attualmente limitato ai soli 37 comuni individuati dalla giunta regionale guidata da Donatella Tesei, con la delibera 961 del 13 ottobre 2021. Una perimetrazione che si basa sull’articolo 107.3, lettera C) del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, che definisce le aree ammissibili agli aiuti di Stato.
L’attuale zonizzazione, che esclude gran parte dei comuni dell’Umbria, si legge in una nota della Regione, rischia di creare «ulteriori sperequazioni tra territori all’interno della regione, tra Comuni che possono vedere le proprie imprese beneficiare delle opportunità e altri confinanti a cui è negata questa opportunità». Una disparità, peraltro evidenziata dal consigliere regionale di Umbria Civica, Nilo Arcudi, che sulla materia ha presentato un’interrogazione alla giunta regionale.
«Registriamo l’esclusione di alcuni Comuni umbri – dichiara Arcudi – che presentano poli industriali consolidati, aree produttive attive, distretti in difficoltà o infrastrutture strategiche, pur sembrando rispettare pienamente i criteri nazionali ed europei. L’assenza di trasparenza sui criteri applicati può generare squilibri territoriali e ostacolare investimenti». Per ovviare a questo stato di cose la presidente Proietti, sulla base di uno studio elaborato da Sviluppumbria, ha richiamato l’attenzione del Governo nazionale sulla disparità di trattamento.
L’attività, si legge nella nota della Regione Umbria, è stata condotta in sinergia con il commissario della ZES Giuseppe Romano, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle politiche per il sud Luigi Sbarra e il ministro della coesione Tommaso Foti. «La presidente della Regione Stefania Proietti – conclude il comunicato – si è da subito adoperata per ristabilire un criterio omogeneo per rivedere il perimetro di applicazione del credito d’imposta anche per i Comuni attualmente esclusi».
Per rafforzare l’istanza e ottenere una modifica efficace a livello governativo, la Regione Umbria sta condividendo questa azione con il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli. La collaborazione interregionale mira a presentare una proposta unitaria che possa superare i limiti dell’attuale perimetrazione e garantire pari opportunità di sviluppo economico per tutte le imprese del centro Italia coinvolte nelle ZES. L’obiettivo finale, in sostanza, è quello di rivedere la zonizzazione al fine di estendere i vantaggi fiscali a tutti i Comuni dell’Umbria (e delle Marche), uniformando così l’applicazione dell’incentivo e determinando la stessa applicazione già prevista per la semplificazione normativa.
ARTICOLO CORRELATO
L’Umbria entra nella ZES Unica. Cosa significa, quanto vale, a chi è destinata






