A quasi dieci anni da quell’incidente stradale che gli aveva causato gravi lesioni, con danni permanenti, si è visto riconoscere – in appello – un risarcimento del danno di oltre 110 mila euro, oltre alla liquidazione di spese sostenute e di giudizio per un impporto superiore a 30 mila euro. Questa la decisione della Corte d’Appello civile di Bologna, in merito al sinistro accaduto il 5 ottobre del 2016, in viale D’Annunzio a Riccione, ad un ternano che all’epoca dei fatti aveva 40 anni.
L’uomo stava transitando in moto quando un furgone di colore bianco, all’altezza di un incrocio, gli aveva tagliato la strada per poi fuggire dalla scena: oltre a cadere rovinosamente a terra, il centauro ternano aveva tamponanato una vettura che lo precedeva, con conseguenti lesioni serie e diffuse.
All’accaduto, e in ragione della dinamica dei fatti, aveva fatto seguito la causa civile di fronte al tribunale di Rimini per vedersi riconosciuto il risarcimento dal Fondo di garanzia per le vittime della strada. Risarcimento negato dallo stesso tribunale che – con sentenza depositata nel luglio 2023 aveva dato ragione alla compagnia assicuratrice designata dal Fondo stesso, la UnipolSai: nessun risarcimento del danno.
Una sentenza, questa, appellata dal ternano attraverso gli avvocati Loris Mattrella e Federica Sabbatucci. E la Corte bolognese, valorizzando le testimonianze e rilevando come la polizia Locale non avesse seguito tutte le disposizioni normative in caso di incidente stradale, perdendo così la natura di fede privilegiata, ha dato ragione al cittadino ternano, riconoscendo non solo l’importante risarcimento, basato sui danni fisici e spese mediche sostenute, ma anche il rimbroso di tutte le altre spese connesse ai due gradi di giudizio.






