di Maria Luce Schillaci
Offrire uno spazio di dialogo strutturato e inclusivo tra giovani, scuole, università, istituzioni, imprese, sindacati e associazioni. Questo l’obiettivo di ‘Talento in fiera’. L’iniziativa, in programma dal 4 al 6 dicembre presso il Palasì di Terni, è organizzato da Eurointerim filiale di Terni, con il patrocinio di Regione Umbria, Provincia di Terni, Comune di Terni, Camera di Commercio dell’Umbria, Diocesi di Terni-Narni-Amelia, Ordine degli avvocati di Terni e di Perugia.
La fiera si propone come piattaforma di ascolto, orientamento e co-progettazione. L’obiettivo principale è accompagnare le nuove generazioni nel percorso di scoperta e valorizzazione dei propri talenti, costruendo al tempo stesso una rete solida di alleanze tra gli attori del territorio umbro. Importanti i temi che verranno affrontati con ospiti d’eccezione a livello nazionale: il lavoro, l’inserimento lavorativo dei giovani, formazione e inclusione, il benessere psicologico, la prevenzione dei fenomeni di bullismo e discriminazione nei luoghi di lavoro. Inoltre sabato 6 dicembre si terrà anche una cerimonia con istituzioni, scuole, imprese, sindacati, associazioni giovanili del ‘Patto per il talento’, quale impegno comune a favore dell’occupazione giovanile, e verrà anche premiato il progetto primo classificato del premio ‘Condividi il tuo sogno’.
L’iniziativa è stata presentata mercoledì nella sala consiliare di palazzo Spada alla presenza dell’assessore alla cultura Michel Bordoni. Ad illustrare l’evento è stata Nadia Pellegrini, branch manager Eurointerim Spa di Terni: «’Talento in fiera 2025′ non è soltanto un evento – ha detto – ma un progetto di comunità. Il progetto si sviluppa con cinque panel organizzati, creati, meditati proprio individuando dei creatori. Ognuno è stato scelto non in maniera casuale, ma per la visione concreta e per il contributo che porterà. Perché questo evento? In questi anni, in questi mesi – ha precisato – ho riflettuto molto sulle necessità del territorio e, soprattutto in questi ultimi anni, ho avuto conto di tutte le difficoltà del mondo produttivo, delle associazioni, di tutti gli operatori che si adoperano all’interno del sociale e del lavoro. Ho riflettuto su cosa avesse bisogno il territorio e la risposta è stata la necessità di uno spazio di ascolto, di confronto per i giovani, la creazione di un percorso che sia fatto di dignità, di comunicazione».
«L’Umbria – ha aggiunto Nadia Pellegrini – è un territorio bello quanto complesso. Abbiamo sentito parlare spesso di denatalità, aumento della popolazione anziana e dei costi sanitari, di fuga di cervelli, ma sono convinta che la regione è talmente ricca di energie, di competenze che però faticano a incontrarsi e a comunicare. Da qui emerge che la centralità della competenza umana è tutto quello che può essere attorno al mondo economico, mediatico, sociale e culturale, una vera piazza pubblica dove istituzioni, giovani, famiglie, scuole, docenti, professori e professionisti avranno modo di confrontarsi. Voglio aggiungere che questo evento è stato molto sostenuto e ha ottenuto anche l’accreditamento, oltre che il patrocinio, degli Ordini degli avvocati di Perugia e Terni, e anche del Governo che assicurerà la sua presenza tramite il sottosegretario Claudio Durigon. Questo significa che la regione è sostenuta, al centro delle politiche nazionali e della formazione del lavoro».
«Il Patto – ha detto l’avvocato Elena Manna – non rappresenta soltanto un gesto simbolico, ma un impegno concreto che guarda al futuro: sostenere il talento significa infatti rafforzare la competitività industriale dell’Umbria, valorizzare le risorse locali e generare nuove opportunità di crescita per l’intera collettività. L’obiettivo è rendere effettivi i diritti costituzionali in favore dei giovani, quindi deve applicare realmente l’articolo 3 della Costituzione volto alla riduzione degli ostacoli economici per l’esercizio non solo per la professione ma per poter risalire i propri desideri. La firma del Patto non rappresenta solamente un atto formale ma un’assunzione di responsabilità collettiva».
Presente anche il geologo e fisico Franco Guglielmelli. «La scuola – ha detto – sta facendo tanto, sta cambiando, sta cercando comunque di formare. I giovani hanno bisogno di sentirsi bene all’interno dell’azienda e cercare di dover rivivere le proiezioni del loro mondo che è completamente diverso da quella dell’azienda. La scuola vuole formazione, il giovane vuole specializzazione, però se deve entrare nel mondo del lavoro, ci vuole entrare con le sue idee, con il suo mondo». «’Talento in Fiera’ – ha concluso Nadia Pellegrini – è dunque un processo collettivo e generativo: un impegno che unisce istituzioni, scuole e imprese nella costruzione di un futuro condiviso. Il ruolo dei rappresentanti istituzionali è determinante per trasformare idee e visioni in politiche e azioni concrete. Con il loro sostegno, la fiera diventa un vero e proprio strumento di crescita per la collettività e di rafforzamento del tessuto industriale umbro».






