di Voltero Petrocchi
Già sindaco di Acquasparta
E si tratti del rinnovo di concessioni o di passaggi di proprietà, ci si ritrova a difendere livelli occupazionali, marchi, storie, di fronte a piani industriali che, quando va bene, limitano le perdite.
Stiamo parlando del rinnovo delle concessioni della Sangemini (e anche Amerino, Grazia, Fabia, Aurea) con il ‘di più’, stavolta, di acqua da concedere per alimentare il progetto (al momento fantasma) che dovrebbe dare nuova vita al Parco Sangemini. Il bando regionale di prossima uscita difficilmente soddisferà appieno i desiderata di tutti i soggetti interessati e difficilmente potrà porre condizioni che non tengano conto di un mercato (quello delle acque minerali) in continua espansione ed evoluzione. Un mercato dai grandi numeri: miliardi di litri imbottigliati e venduti in Italia e all’esterocentinaia di milioni di euro investiti in macchinaritecnologiapubblicità. Tutta ‘roba’, da queste parti, confinata tra i ricordi e che, a ‘trend’ invariato, lì rimarrà con buona pace di chi seguiterà a decantare le potenzialità che le acque possono apportare allo sviluppo del territorio.
Come andrà avanti il capitolo concessioni lo vedremo, mentre sarebbe interessante cogliere l’occasione per capire cosa sia possibile fare sul fronte del (parola grossa, in queste condizioni) ‘termalismo’. Nell’area abbiamo il Parco Sangemini acquistato da un importante imprenditore del settore, ormai qualche anno fa. Abbiamo il complesso San Faustino a Massa Martana acquistato tempo indietro da un altrettanto noto imprenditore con interessi in zona. Abbiamo il Parco dell’Amerino ad Acquasparta di proprietà comunale su cui Sviluppumbria ‘sviluppò’ un interessante progetto, finito nel dimenticatoio.
Nel dimenticatoio è finito pure il progetto Terme Umbre (‘Essere bene’) che Regione e Sviluppumbria presentarono una decina di anni fa, progetto che aveva l’obiettivo di «valorizzare le risorse idrotermali anche attraverso interventi di recupero di sorgenti di acqua termale abbandonate». Ribadito che ‘senza lilleri non si lallera’, che a forza di giocare in difesa si arriva a non aver più nulla da difendere e che di taumaturghi (ma del giorno dopo) ne abbiamo fin troppi, sarà forse il caso di (ri)affrontare l’argomento (gli argomenti) rendendolo magari utilmente e ragionevolmente… ‘effervescente’?






