Dopo nove mesi di viaggio e oltre 15 mila chilometri percorsi in bicicletta, Carlo Caso, 23 anni, è arrivato a Narni, concludendo un itinerario che lo ha portato dalla Cina all’Umbria attraverso 18 Paesi. Partito da Shanghai, il giovane ha attraversato il Sud-Est asiatico, le montagne dell’Asia Centrale, le steppe del Kazakistan, il Caucaso, la Turchia e i Balcani, affrontando un percorso fatto di lunghe distanze, condizioni climatiche estreme e continui cambiamenti di paesaggio e cultura.
Narni-Cina e ritorno: l’impresa di Carlo Caso. 17mila chilometri sui pedali per tornare a casa
Ma, al di là della dimensione sportiva, il viaggio si è trasformato soprattutto in un’esperienza umana. «Questo viaggio mi ha fatto riscoprire l’umanità – racconta Carlo Caso -. In un mondo che spesso sembra diviso e diffidente, ho trovato persone pronte ad aiutare uno sconosciuto con un pasto, un letto, un sorriso o semplicemente un gesto di gentilezza, senza chiedere nulla in cambio».
Tra deserti, passi di montagna, pioggia, caldo e momenti di difficoltà, l’esperienza ha assunto il valore di un percorso personale, segnato dagli incontri lungo la strada e dalla scoperta di realtà diverse. Un viaggio che, secondo il giovane ciclista, conferma come, nonostante le differenze culturali, linguistiche e religiose, siano spesso i piccoli gesti a creare un legame tra le persone.
L’arrivo a Narni segna così la conclusione di un’impresa iniziata nove mesi fa a migliaia di chilometri di distanza, ma anche l’inizio del racconto di un’esperienza destinata a diventare testimonianza e fonte di ispirazione per chi sogna di partire e mettersi alla prova, riscoprendo il valore dell’incontro con gli altri.
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