L.P.
Dopo tanti anni ora l’aria sembra proprio essere cambiata. Con l’approvazione del nuovo regolamento comunale che disciplina le norme per la concessione degli immobili in usufrutto alle associazioni, secondo l’assessore al patrimonio Cristina Bertinelli «è finita l’epoca dei canoni irrisori, a 200 euro l’anno».
Regolamento In realtà, al momento, non è ancora cambiato nulla circa le vecchie convenzioni. Il nuovo regolamento ha posto delle norme per i contratti che dovranno essere realizzati, ma per quelle in vigore ancora oggi ora si dovrà lavorare caso per caso. Il grosso, intanto, lo hanno fatto gli uffici che, per un intero anno, hanno lavorato cercando di rimettere insieme i pezzi. Dopo un’attenta ricognizione di tutte le strutture di proprietà comunale, a fine 2015 gli uffici tecnici del comune hanno quindi riassunto tutto in una tabella divisa in sei zone territoriali e che conta quasi duecento associazioni. La tabella riassume, là dove i dati ci sono, il canone d’affitto, i metri quadrati a disposizione, gli uffici che l’hanno concesso e la data di inizio e di fine cessione. Anche questa, quando prevista.
Banca dati unica «Il problema è che, oltre a non essere tutte in regola, le convenzioni venivano stipulate da vari assessorati a seconda del ramo di competenza dell’associazione che ne faceva richiesto. Dopo tutto questo lavoro, adesso c’è finalmente un’unica banca dati» spiega ancora la Bertinelli. Infatti, a vedere quelle carte, in circa 40 casi la durata contrattuale non era riportata stabilendo, con una postilla ai lati, che la situazione è ‘da formalizzare’. In ben 31 casi, invece, c’era una data d’inizio della concessione ma non quella di fine. Sedi assegnate a tempo indeterminato se ne contano 13 nel solo centro storico, qualcuna delle quali iniziata nel lontano 1994. Le più recenti, invece, sono state riassegnate nel 2014 con scadenza decennale.
Affitti E poi ci sono i canoni d’affitto, laddove richiesti e, soprattutto, laddove riportati. Alcune pagavano e pagano ancora duecento euro l’anno, altre di più ma in qualche circostanza il Comune contribuiva, pagando addirittura le utenze. «Tutte queste circostanze – assicura l’assessore – saranno riviste caso per caso, contratto per contratto. Anche quelli più vantaggiosi, saranno rivisti, là dove possibile, per adeguare tempi e prezzi e per garantire a tutti uguali opportunità di accesso». I contratti, però, sono tanti e da questo punto di vista si deve ancora iniziare.
Caos C’erano poi, negli elenchi, assegnazioni senza titolo, sedi assunte in locazione per fini istituzionali e successivamente ridestinate a sede associativa, assegnazioni plurime in favore dei medesimi soggetti quando poi non anche realtà lucrative come punti ristoro. Anche qui si cercherà di fare chiarezza e mettere tutto a norma. Intanto, se a marzo il Comune doveva ancora esigere crediti per 39 mila euro, tra affitti mai versati e bollette anticipate, lo scorso 27 giugno sono arrivate nelle sede associative inadempienti nuove ingiunzioni di pagamenti.
Corte dei Conti Come a dire, il lavoro è appena iniziato. Intanto se dal comune non riescono a fare una somma, un totale, di quanto è stato versato in questi anni e quanti soldi potrebbero entrare in futuro una volta riorganizzato l’intero settore, sarà forse la magistratura contabile a dire, con più chiarezza, se e come c’è stato un danno erariale in capo all’amministrazione comunale. E, soprattutto, chi siano i responsabili.






