Una infermiera è stata aggredita nei giorni scorsi al pronto soccorso di Assisi. A denunciare il fatto è l’Ordine delle professioni infermieristiche di Perugia per esprimere piena vicinanza e solidarietà. Sono trenta i giorni di prognosi.
L’infermiera stava assistendo un giovane paziente accompagnato in ospedale per uno stato di agitazione: «Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un fatto grave che colpisce professionisti impegnati quotidianamente nel garantire assistenza, cura e sicurezza ai cittadini, spesso operando in contesti ad alta complessità clinica ed emotiva», spiega l’Opi. «Non possiamo permetterci di considerare normali episodi di questo tipo – il commento del presidente di Opi Perugia Nicola Volpi –. Ogni aggressione nei confronti di un professionista sanitario rappresenta una ferita per tutto il sistema salute e per l’intera comunità. Gli infermieri entrano ogni giorno in contatto con situazioni delicate, fragili e spesso imprevedibili, ma nessuno dovrebbe rischiare la propria incolumità mentre svolge il proprio lavoro».
“È altrettanto fondamentale – prosegue Volpi – sviluppare una maggiore cultura della responsabilità collettiva. Chi accompagna persone in condizioni potenzialmente critiche deve collaborare con il personale sanitario e fornire tutte le informazioni utili affinché gli operatori possano intervenire nelle condizioni di massima sicurezza possibile. Come Ordine professionale ribadiamo con forza che nessuna forma di violenza nei confronti degli operatori sanitari può essere considerata accettabile o tollerabile. Aggredire – conclude – un infermiere significa colpire il sistema sanitario e mettere a rischio la capacità stessa di garantire cure tempestive e sicure».






