di Mariachiara Manopulo
Agricoltura come asset strategico per l’economia e difesa del settore dalle false informazioni. Sono stati questi i temi centrali dell’Assemblea Invernale di Confagricoltura Umbria, ospitata al Teatro Comunale Luca Ronconi di Gubbio, che ha richiamato istituzioni, associazioni di categoria e rappresentanti del mondo produttivo.
L’iniziativa, dal titolo «L’agricoltura come asset strategico dell’economia: proteggere dalle false informazioni», ha acceso infatti i riflettori su due priorità: la necessità di rafforzare la competitività delle imprese agricole e l’urgenza di contrastare la disinformazione che spesso colpisce il settore, alimentando distorsioni e letture ideologiche. Nel corso del pomeriggio, moderato dai giornalisti Massimo Sbardella e Filippo Pierotti, si sono alternati interventi dedicati al valore economico dell’agricoltura, alle filiere, alla programmazione europea e al tema della comunicazione.
Tra i partecipanti anche gli assessori della Regione Umbria Micaela Parlagreco e Simona Meloni, Andrea Massarelli (Intercam – Camera di Commercio dell’Umbria), e il presidente di Confagricoltura Umbria Fabio Rossi. Le conclusioni sono state affidate ai rappresentanti istituzionali locali e nazionali, con interventi di Emanuele Prisco, sottosegretario al Ministero dell’Interno, Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria, e Roberto Caponi, direttore generale di Confagricoltura.
Nevi: «Stiamo lavorando a livello nazionale e internazionale»
Tra gli interventi in evidenza quello di Raffaele Nevi, portavoce di Forza Italia e segretario della Commissione Agricoltura della Camera, che ha ribadito il lavoro portato avanti sul comparto anche sul piano istituzionale: «Stiamo lavorando molto sia a livello nazionale sia a livello internazionale, anche se non mancano eventuali criticità».

Nevi ha aperto il suo intervento con un ringraziamento al presidente uscente di Confagricoltura Umbria, Fabio Rossi, ricordando un percorso fatto di confronto e collaborazione. Uno sguardo, poi, anche al futuro dell’organizzazione: «Penso che il rapporto stretto che abbiamo costruito con lui sia un patrimonio che si possa trasmettere al nuovo presidente Matteo Pennacchi, che ho sentito molto motivato».
Il punto più netto dell’intervento del deputato azzurro ha riguardato il cambio di mentalità richiesto al settore, in un contesto economico in continua trasformazione: «Dobbiamo abbandonare l’idea dell’agricoltura ‘bucolica’», ha affermato, invitando a superare una visione esclusivamente «da cartolina» e a guardare al comparto come leva economica e produttiva. Secondo Nevi, il futuro passa dalla capacità di fare impresa e garantire redditività: «L’agricoltore sta diventando sempre più imprenditore. E quando diventa imprenditore arriva anche la soddisfazione del reddito, che è il grande problema di questo settore».
Nel corso dell’assemblea si è parlato anche di filiere, innovazione e sostegno alle aziende, con l’obiettivo di rendere l’agricoltura sempre più competitiva. Nevi ha richiamato la necessità di sostenere il settore con la stessa logica con cui si rafforzano gli altri comparti produttivi: «Quello che facciamo per l’industria, dobbiamo farlo anche per l’agricoltura». In quest’ottica, ha sottolineato la necessità di evitare la dispersione degli interventi: «Le risorse vanno concentrate e messe dove servono per fare in modo che quel piccolo aiuto possa essere utile a uno sviluppo strutturale dell’azienda», con l’obiettivo di mettere le imprese in condizione di reggere nel tempo.
Nevi ha ribadito la battaglia politica sul fronte europeo: «Io sono tra quelli che sta combattendo per la PAC», ricordando che negli ultimi mesi ci sono stati «significativi passi in avanti». In questo quadro, ha sottolineato come il settore abbia già beneficiato di finanziamenti rilevanti – oltre 13 miliardi – e ha citato le misure in discussione in Parlamento: «Abbiamo in discussione alla Camera adesso proprio il disegno di legge Coltiva Italia, dove metteremo un ulteriore miliardo sull’agricoltura».
Tra i temi più sentiti quello del ricambio generazionale e della capacità del settore di attrarre nuove energie. Per Nevi, gli incentivi non bastano se non sono accompagnati da prospettive reali: «I giovani non vogliono soldi a fondo perduto, ma reddito stabile nel tempo». Una linea che punta a rendere l’agricoltura una scelta professionale sostenibile, non un’attività di ripiego. Nevi ha poi collegato il futuro del settore anche alle politiche comunitarie: «La buona notizia è che anche in Europa sta finendo questa impostazione molto ideologica, che ha creato danni non solo all’agricoltura, ma a tutti i settori».
Un messaggio che si lega all’impostazione complessiva emersa durante l’assemblea: la difesa del lavoro delle imprese agricole deve passare da scelte concrete, strumenti efficienti e una comunicazione corretta, capace di distinguere la realtà produttiva dalle narrazioni distorte. L’incontro di Gubbio ha confermato, ancora una volta, come l’agricoltura rappresenti un presidio economico e territoriale fondamentale anche per l’Umbria, con un ruolo decisivo nella tenuta delle aree interne e nello sviluppo delle filiere agroalimentari regionali.






