Non più siti da navigare, ma strumenti con cui dialogare. È la direzione verso cui si sta muovendo il digitale secondo Aimazing, startup umbra specializzata in soluzioni di intelligenza artificiale per le imprese. Federico Violini e Samuel Benali raccontano come stanno cambiando i processi di acquisizione clienti, assistenza e gestione delle relazioni attraverso nuovi strumenti conversazionali.
Negli ultimi mesi avete presentato nuove soluzioni basate sull’intelligenza artificiale. Su cosa avete lavorato?
Federico Violini: «Abbiamo ripensato completamente l’esperienza dell’utente all’interno dei siti web. Fino a poco tempo fa chi visitava un sito doveva interagire con una piccola icona posizionata in basso a destra, spesso ignorata. Oggi abbiamo sviluppato una search bar basata sull’intelligenza artificiale, integrabile con qualsiasi sito e progettata per diventare il punto centrale dell’esperienza digitale. L’obiettivo è trasformare il sito da semplice vetrina a vero assistente conversazionale. Parallelamente abbiamo lanciato un assistente vocale IA a supporto delle segreterie aziendali e completato lo sviluppo della nostra piattaforma proprietaria, oggi utilizzata da oltre 200 clienti in Italia».

Una delle novità principali è proprio la search bar IA. Di cosa si tratta?
Samuel Benali: «È una search bar intelligente integrata direttamente nel sito web. L’utente non deve più navigare tra menu e pagine: può semplicemente fare una domanda. In un certo senso è come avere un motore di ricerca all’interno del proprio sito, con una differenza sostanziale: le risposte vengono costruite sui contenuti, sui servizi e sulle competenze specifiche dell’azienda. Il principio è semplice: l’utente non deve cercare, deve solo chiedere».
Si tratta quindi di un cambio di paradigma nel modo di navigare online?
Federico Violini: «Esattamente. Noi lo definiamo ‘sito web conversazionale’. L’utente arriva sul sito e può porre direttamente le sue domande: ‘Quanto costa?’, ‘Offrite questo servizio?’, ‘Posso prenotare?’, oppure ‘Qual è il miglior divano per un pavimento grigio?’. L’esperienza diventa immediata, naturale e orientata alla conversazione, senza la necessità di individuare percorsi complessi o consultare numerose pagine».
Quali vantaggi concreti offre alle aziende?
Samuel Benali: «I principali benefici riguardano il miglioramento delle conversioni e il risparmio di tempo. Secondo alcune analisi di settore, molti utenti abbandonano un sito quando non trovano rapidamente le informazioni che cercano. Con una soluzione come ADI, ogni richiesta viene gestita in tempo reale. Inoltre, il sistema consente di raccogliere lead in modo automatico, analizzare le domande più frequenti, fissare appuntamenti e alleggerire il carico di attività ripetitive per il personale. A tutto questo si aggiunge una piattaforma proprietaria che funge da centro di controllo operativo. Non sostituisce il lavoro delle persone, ma ne aumenta l’efficienza».
Molti parlano di chatbot. Perché prendete le distanze da questa definizione?
Federico Violini: «Perché il chatbot tradizionale appartiene a una generazione tecnologica precedente. Spesso è basato su percorsi rigidi e risposte predefinite. Noi utilizziamo l’intelligenza artificiale generativa, capace di comprendere il contesto e costruire risposte dinamiche. Abbiamo inoltre dedicato molta attenzione all’esperienza utente: la search bar è sempre visibile e diventa il vero punto di contatto tra azienda e cliente, sia sul sito sia sui canali digitali».

Oltre al web avete sviluppato anche una soluzione dedicata alla telefonia.
Samuel Benali: «Sì, si chiama AVI, Assistente Vocale Intelligente. Se ADI trasforma il modo in cui le aziende gestiscono il traffico online, AVI interviene sul canale telefonico, supportando il lavoro delle segreterie aziendali 24 ore su 24».
Come funziona?
Federico Violini: «AVI è una segreteria intelligente basata sull’IA, capace di rispondere alle chiamate in maniera naturale e continuativa. Non si tratta di un semplice risponditore automatico, ma di una conversazione vera e propria. Può gestire richieste informative, domande frequenti, appuntamenti e, quando necessario, trasferire il contatto a un operatore specializzato. Soprattutto, aiuta le aziende a ridurre drasticamente il problema delle chiamate perse».
Qual è l’impatto sull’operatività aziendale?
Samuel Benali: «Molto significativo. Ogni chiamata rappresenta un’opportunità commerciale e con AVI nessuna richiesta resta senza risposta. Inoltre tutte le conversazioni vengono trascritte, analizzate e trasformate in dati utili. Questo permette alle aziende non solo di migliorare il servizio, ma anche di comprendere meglio le esigenze dei propri clienti».
Le due soluzioni lavorano in sinergia?
Federico Violini: «Assolutamente sì, ed è qui che si crea il vero valore. ADI presidia il sito web, AVI il canale telefonico. Uno intercetta il traffico online, l’altro quello offline. Insieme danno vita a un ecosistema integrato in cui ogni contatto viene gestito, ogni richiesta analizzata e ogni opportunità valorizzata. Non parliamo di singoli strumenti, ma di una visione complessiva della relazione con il cliente».
Quali risultati avete raggiunto finora?
Samuel Benali: «Oggi contiamo oltre 200 clienti attivi in Italia, più di 210 mila conversazioni gestite e oltre 1.500 lead generati per le aziende che utilizzano le nostre soluzioni. Sono numeri che testimoniano come l’intelligenza artificiale non sia più una prospettiva futura, ma una realtà già presente nel tessuto imprenditoriale».
Aimazing nasce a Terni. Quanto conta il territorio nel vostro percorso?
Federico Violini: «Conta moltissimo. Terni è la nostra città e sentiamo un forte legame con il territorio. Per questo abbiamo un obiettivo chiaro: contribuire a rendere Terni un punto di riferimento nazionale per l’intelligenza artificiale. Crediamo che l’innovazione non debba nascere esclusivamente nelle grandi metropoli, ma possa svilupparsi con successo anche in realtà di provincia, generando competenze, valore e nuove opportunità».
Due anni di esperienza nell’intelligenza artificiale possono sembrare pochi. Quanto pesano realmente?
Samuel Benali: «In un settore che evolve di mese in mese, due anni rappresentano un periodo molto significativo. Significa aver testato modelli, affrontato casi reali, compreso cosa funziona davvero per le imprese e risolto problemi concreti. L’esperienza maturata sul campo conta più della teoria, soprattutto in una fase di sviluppo così rapida del mercato».
In una frase: cosa sta succedendo oggi nel digitale?
Samuel Benali: «Stiamo passando da un internet che si naviga a un internet con cui si conversa. Le aziende che comprenderanno per prime questa trasformazione avranno un vantaggio competitivo importante».
Un altro elemento centrale è la vostra piattaforma proprietaria. Che ruolo svolge?
Federico Violini: «La piattaforma rappresenta il cuore operativo dell’ecosistema Aimazing. Consente alle aziende di gestire conversazioni, raccogliere lead, consultare lo storico delle interazioni, visualizzare trascrizioni e riassunti delle chiamate e accedere a numerose altre funzionalità. È uno strumento progettato per aumentare l’efficienza operativa e il valore generato dalle relazioni con i clienti».
Fare impresa in Italia, soprattutto in provincia, non è sempre semplice. Come affrontate questa sfida?
Federico Violini: «Fare impresa in provincia significa confrontarsi con difficoltà concrete: minori connessioni, un ecosistema meno strutturato e opportunità spesso inferiori rispetto ai grandi centri. Noi, però, vediamo questa condizione come uno stimolo. Crediamo che oggi molte barriere possano essere superate grazie alla tecnologia e alla capacità di creare valore. Siamo orgogliosi delle nostre radici e convinti che il cambiamento nasca dalle persone: costruire opportunità, anziché attenderle, è l’approccio che ci ha guidato fin dall’inizio e che continuerà a guidarci anche in futuro».






