Anche l’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Terni si trova, suo malgrado, nel bel mezzo della ‘bufera Imu’ scoppiata a Terni – ma non solo – a seguito degli avvisi di accertamento notificati dal Comune anche a strutture del terzo settore, religiose e onlus operative in ambito sociale, esenti per legge ma a determinate condizioni.

L’associazione nei giorni scorsi ha infatti ricevuto una ‘cartella’ per circa 2.700 euro, relativi all’annualità 2020, ed è stato un fulmine a ciel sereno. «Per il nostro bilancio e le nostre attività – afferma il presidente dell’Uici di Terni, Daniele Maccaglia – si tratta di un duro colpo. Ci siamo opposti, abbiamo coinvolto anche il livello nazionale e speriamo che una soluzione si trovi. Perché potrebbero arrivare ancora altri avvisi fino all’annualità 2024 e per noi sarebbe veramente complicato». A rimetterci sono tutte le attività a sostegno alle persone non vedenti o ipovedenti che l’Unione segue, oltre alle iniziative di screening e sensibilizzazione della popolazione.
«La modifica della legge, datata 2019 e relativa alla Finanziaria 2020 – spiega Maccaglia – ha imposto anche agli enti del terzo settore di presentare una specifica dichiarazione per ottenere l’esenzione Imu prevista. Ma questa cosa è passata sottotraccia, non solo a Terni, e ora ci troviamo in questa situazione. Il caso è di portata nazionale, per questo abbiamo interessato i nostri uffici di Roma, la speranza è che anche il Comune di Terni dimostri sensibilità in particolare per gli avvisi che potrebbero essere notificati in futuro».
L’ultimo consiglio comunale di Terni ha visto all’unanimità di una interrogazione, poi diventata ordine del giorno, del consigliere Roberto Pastura (FdI) con cui si chiede al Comune di affrontare la questione e cercare una soluzione che superi i cavilli della burocrazia. Fra le realtà locali interessate dall’accertamento, ha fatto notizia il monastero delle suore Clarisse di Collerolletta che ha ricevuto una ‘cartella’ di circa 25 mila euro.
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