Una lettera inviata al sindaco di Terni, e leader di Alternativa Popolare, Stefano Bandecchi, per dimettersi dalla carica di ‘coordinatore regionale di AP per le politiche della sicurezza’ e di ‘coordinatore di AP per il Comune di Castel Ritaldi’. Ad inviarla è stato l’ex ufficiale dei carabinieri Francesco Caccetta, entrato nel partito nel 2023. Dimissioni strettamente legate all’impostazione del progetto avviato a Terni, che vede il coinvolgimento dei cittadini per accrescere i livelli di sicurezza sul territorio e contrastare i reati. Di seguito il testo della missiva di Francesco Caccetta.
Signor sindaco, con questa comunicazione rassegno le mie dimissioni da coordinatore regionale per le politiche della sicurezza di Alternativa Popolare e da coordinatore del Comune di Castel Ritaldi. È una decisione sofferta, che arriva dopo mesi di silenzio istituzionale e di scelte che hanno reso impossibile proseguire con coerenza il mio impegno.

Quando nel 2023 aderii al partito, lo feci con spirito di servizio e con la convinzione di poter contribuire a un nuovo modello di sicurezza partecipata, moderno e coraggioso e come lei sa, questo mi costò molto in termini personali e di servizio. Sono stato io a convincerla a portare il progetto del ‘controllo di vicinato’ a Terni e ho partecipato con lei all’incontro in Prefettura per la sottoscrizione del protocollo d’intesa. L’ho fatto credendo in una visione condivisa, attenta ai territori e alla loro coesione sociale.
Da allora ho cercato più volte un confronto con il responsabile per la sicurezza del Comune di Terni, dottor Raffaello Federighi, senza ricevere alcun riscontro, nonostante la sua continua disponibilità. Ho appreso oggi che sono stati individuati alcuni coordinatori che verranno formati dalla questura. Prendo atto della scelta, ma non posso ignorare che ciò avviene senza alcuna interlocuzione con chi, come me, il progetto lo ha creato, strutturato, diffuso in Italia e proposto a Terni.
Il percorso intrapreso dal Comune e dalla Prefettura non è il ‘controllo di vicinato’. Si sta applicando il Decreto Maroni, che prevede osservatori civici da impiegare esclusivamente per segnalazioni. Questo modello riduce i cittadini a ‘vedette’, ignorando i tre pilastri del progetto originale: coesione sociale, collaborazione qualificata con le forze dell’ordine, riduzione delle vulnerabilità. Una visione ristretta, che trasforma i residenti in finti poliziotti senza formazione adeguata e priva il territorio dell’unico valore che rende il programma efficace: il cambiamento delle abitudini di vita e la ricostruzione del capitale sociale.
I cittadini ternani stanno venendo convinti di partecipare al ‘controllo di vicinato’, ma ciò che viene loro proposto è profondamente diverso e, purtroppo, destinato a fallire, come già accaduto in altri territori. Questo tradisce lo spirito del progetto e svuota di significato tutto il lavoro che per anni ho svolto con serietà e impegno in tutta Italia.
Provo amarezza per il trattamento ricevuto e dispiacere per l’occasione persa. Continuo a credere che una città diventi più sicura quando si lavora sulla comunità e non quando si moltiplicano figure improvvisate prive di una visione complessiva. Ringrazio comunque per la fiducia iniziale. Pur uscendo da queste cariche, continuerò a servire il tema della sicurezza partecipata con lo stesso rigore che mi accompagna da sempre. Cordiali saluti.






