di Guido Verdecchia
Consigliere comunale Gruppo Misto, iscritto in Forza Italia
Il consiglio comunale di Terni non si riunisce ormai dallo scorso 8 giugno. Un dato di fatto, prima ancora che una grave anomalia procedurale, che si sta trasformando in una vera e propria ferita democratica per la nostra città.
Le istituzioni hanno il dovere di funzionare sempre, garantendo il confronto e la trasparenza. Il sospetto, ormai sempre più fondato di fronte al silenzio assoluto della Presidenza, è che questa prolungata e ingiustificata serrata dell’aula sia in realtà il sintomo evidente di una palese difficoltà politica o di tenuta all’interno della maggioranza.

A rendere il quadro ancora più palese è il paradosso a cui stiamo assistendo in queste settimane. Da una parte, infatti, le commissioni consiliari continuano a riunirsi e a viaggiare a pieno ritmo, tenendo impegnati consiglieri e uffici; dall’altra, l’organo sovrano deputato a deliberare – il consiglio comunale – resta inspiegabilmente bloccato. Insomma, si istruiscono le pratiche nei tavoli preparatori, ma si impedisce all’aula di discutere e decidere.
Le fibrillazioni e i tatticismi interni a chi governa non possono in alcun modo tradursi in un blocco amministrativo. La democrazia non è un interruttore che si spegne per comodità o per prendere tempo: chiudere le porte di Palazzo Spada significa sottrarsi al confronto e ritardare le risposte che la città aspetta.
Nel frattempo, nei cassetti della Presidenza languono decine di atti di indirizzo e interrogazioni urgenti. Parliamo delle tante iniziative e proposte per dare soluzioni concrete alle esigenze del territorio. Questioni per lo sviluppo di Terni che vengono messe in attesa a tempo indeterminato semplicemente perché la maggioranza non è nelle condizioni di confrontarsi in assemblea.
Rivolgo un richiamo alla Presidenza del Consiglio affinché venga immediatamente ripristinata l’agibilità politica e istituzionale dell’aula. La minoranza continuerà a fare il proprio dovere di stimolo e controllo, ma la maggioranza deve assumersi la responsabilità di governare. La città ha bisogno di risposte e di programmazione, non di questo inaccettabile immobilismo.






