Non si placano le polemiche sugli appalti a Terni dopo l’assegnazione della manutenzione straordinaria dei cimiteri ad una ditta del casertano con ribasso superiore al 30%. Ora a parlare è il consigliere comunale di FdI Roberto Pastura.
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«Leggo con attenzione le considerazioni – spiega – espresse da Confartigianato sugli appalti pubblici e non posso che condividerne lo spirito. Le imprese ternane non chiedono scorciatoie né favoritismi, ma semplicemente di poter competere in un contesto equo e sostenibile, dove a contare siano la qualità, la competenza e il rispetto delle regole. È bene chiarirlo: il nuovo Codice degli Appalti (D.Lgs. 36/2023), fortemente voluto e promosso dal Governo Meloni, non impone il massimo ribasso. Al contrario, consente – e anzi favorisce – il ricorso al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che tiene conto non solo del prezzo, ma anche di parametri tecnici, qualitativi e ambientali. Si tratta di una scelta che ogni amministrazione può compiere, quando ha a cuore la buona riuscita dell’opera e la tutela dell’interesse pubblico».
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«I ribassi al 30%, come quelli che si sono registrati di recente, sono incompatibili con un sistema che vuole valorizzare la professionalità delle imprese. È evidente che non si possono privilegiare le imprese locali – prosegue Pastura – solo perché tali, ma è altrettanto evidente che le stesse vanno messe in condizione di competere sul merito, utilizzando strumenti che il Codice già prevede, come la valutazione tecnica dell’offerta o la suddivisione in lotti per favorire la partecipazione delle micro e piccole imprese».
«Accolgo con piacere anche le dichiarazioni del capogruppo di Alternativa Popolare, che condivide questo approccio e ha giustamente evidenziato la necessità che tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale, senza divisioni ideologiche, lavorino insieme per spingere l’amministrazione a scegliere la strada che consenta alle imprese locali di competere ad armi pari. La vera concorrenza non è quella che stritola i più seri e strutturati, ma quella che premia la competenza, l’esperienza e la capacità di eseguire opere sostenibili e durature, indipendentemente dalla forma giuridica dell’impresa. È una battaglia di buonsenso, che ha a che fare con il lavoro, la legalità e la qualità dell’opera pubblica».
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«In linea di principio – conclude – non condivido invece una parte delle osservazioni di Confartigianato, laddove si critica l’eccessivo ricorso alle cooperative – in particolare le cooperative di tipo B – nell’aggiudicazione di appalti.
Le cooperative sociali di tipo B rappresentano invece uno strumento fondamentale di inclusione lavorativa per soggetti svantaggiati e fragili. Sono un pilastro della tenuta sociale ed economica di molti territori, soprattutto in momenti di crisi e di riorganizzazione del lavoro. L’obiettivo comune perseguito deve essere la qualità del servizio e la sostenibilità del sistema».






