Il sindaco di Arrone, Fabio Di Gioia, ha firmato un’ordinanza per vietare la presenza incontrollata di cibo, mangimi e scarti alimentari che possano attirare animali selvatici. Il provvedimento fa seguito all’aggressione ai danni di una bimba di 4 anni da parte di un canide che, a seguito di testimonianze e analisi delle immagini della videosorveglianza pubblica, è stato indicato come «lupo».
Il provvedimento stabilisce «il divieto assoluto a chiunque di lasciare, depositare, abbandonare o diffondere in modo incontrollato cibo, mangimi o scarti alimentari di qualsiasi genere su suolo pubblico, aperto al pubblico o in aree private non recintate, suscettibili di essere raggiunte da animali selvatici». L’ordinanza introduce inoltre specifici obblighi per chi gestisce colonie feline censite e per i proprietari di animali domestici, imponendo che la somministrazione del cibo avvenga «esclusivamente in contenitori monitorati», con la «immediata rimozione dei residui alimentari e delle ciotole al termine del pasto», vietando «tassativamente il posizionamento permanente di cibo all’aperto».

Indicazioni anche per la raccolta dei rifiuti: i cittadini dovranno conferire «i rifiuti organici e domestici esclusivamente utilizzando gli appositi contenitori chiusi forniti dal servizio di raccolta», evitando modalità che possano renderli accessibili alla fauna selvatica. Per chi non rispetterà le disposizioni sono previste sanzioni amministrative da 25 a 500 euro. Nel testo dell’ordinanza viene ricordato che il provvedimento nasce «a seguito delle recenti segnalazioni pervenute alle autorità competenti e agli uffici comunali riguardanti l’avvistamento e la presenza assidua di esemplari di lupo (Canis lupus) in prossimità delle zone residenziali e delle aree pubbliche del territorio comunale». L’atto richiama anche l’episodio del 9 luglio, quando «una bambina veniva aggredita presso gli impianti sportivi di Arrone da parte di un animale riconducibile all’esemplare di lupo».
Secondo quanto riportato nell’ordinanza, l’avvicinamento dei predatori alle aree abitate sarebbe favorito dalla disponibilità di fonti alimentari: «spesso costituite da cibo lasciato incustodito per animali d’affezione (cani e gatti) o colonie feline, nonché da rifiuti organici non correttamente conferiti». La presenza costante di cibo di origine umana, viene evidenziato nel provvedimento, «favorisce l’abitudine alla presenza dell’uomo (fenomeno del così detto lupo confidente), aumentando il potenziale rischio di interazioni problematiche o pericolose con la cittadinanza e con gli animali domestici, alterando al contempo il naturale comportamento selvatico della specie».
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