Arrone, l’acquedotto della discordia

La lista civica ‘Aria pulita: «Chi necessita di tale opera, i cittadini o chi realizzerà i lavori e chi poi gestirà l’acquedotto?»

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Per discutere della cosa, ad Arrone è stato convocato un consiglio comunale straordinario – «su nostra richiesta e del gruppo di maggioranza Democratici riformisti di Arrone» – spiegano i rappresentanti della lista civica ‘Aria pulita’, ma la faccenda promette di regalare non pochi spunti polemici.

L’acquedotto Perché argomento di discussione è stato «il progetto di acquedotto Ferentillo-Pentima e al consiglio comunale hanno partecipato il direttore dell’Ati 4, Roberto Spinsanti e il geologo responsabile dello studio sulla captazione dell’acqua, Maurizio Francesconi», perché si voleva avere «una visione complessiva di quello che viene proposto per la realizzazione dell’acquedotto stesso».

La delusione Invece, raccontano i rappresentanti della lista civica, «ci siamo ritrovati ad ascoltare una disamina su uno studio di fattibilità di un possibile acquedotto che dovrebbe servire il ternano-amerino. Il progetto non è stato presentato, anzi non esiste ancora. Inoltre non sono stati presentati i dati che giustificano tale opera. Solo generiche dichiarazioni di necessità per mantenere positivo il bilancio idrico della provincia di Terni».

Il pozzo Il fatto, però, è che «un pozzo di 250 metri è già stato realizzato, ma non sappiamo chi lo ha fatto e se era prevista una gara d’appalto ed eventualmente chi se l’è aggiudicata» e, insomma, «si propone di fare un nuovo acquedotto senza spendere un solo momento per studiare l’effettiva necessità, l’utilità, senza presentare i dati reali sulla situazione idrica del ternano e della provincia. Chi necessita di tale opera, i cittadini o chi realizzerà i lavori e chi poi gestirà l’acquedotto?».

I dati Visto che l’opera «avrà un costo di 20 milioni di euro, 14 milioni finanziati dall’Europa e sei milioni attinti in bolletta, cioè da noi cittadini», si chiedono ad Arrone, «quanti soldi sono stati spesi per mettere in sicurezza, bonificare pozzi e rete idrica del ternano? Quanti soldi sono stati spesi e che risultati si sono ottenuti eventualmente con gli eventuali investimenti per riparare le perdite degli acquedotti esistenti? Dove sono i dati sui monitoraggi ipoteticamente effettuati sui pozzi del ternano?».

La minaccia Prima di parlare di nuovi acquedotti, attacca ‘Aria pulita’ di Arrone, «vorremmo assistere ad un miglioramento della distribuzione dell’acqua riducendo le perdite, ad un miglioramento della qualità dell’acqua grazie ad una diminuzione dei prelievi e dei carichi inquinanti, bonificando i siti e rendendo più efficiente l’uso delle risorse idriche nei vari settori d’impiego. Da questo momento in poi metteremo in campo ogni iniziativa possibile per fermare un ennesimo scempio ed accaparramento di risorse da parte di enti che ormai di pubblico hanno solo la denominazione».

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