Le piante possono contribuire a migliorare la qualità dell’aria nelle aule scolastiche e il benessere degli studenti. È quanto emerge dal progetto ‘Verde a Scuola’, la prima sperimentazione scientifica realizzata nelle scuole umbre sull’impiego del verde indoor negli ambienti scolastici. L’iniziativa è stata promossa dal Garden Club Terni insieme a Pro Natura Terni nell’ambito delle attività di educazione ambientale sostenute da Umbria Green Festival. Da dieci anni le due associazioni collaborano alla realizzazione di progetti rivolti agli studenti, nella convinzione che la sensibilizzazione ai temi ambientali debba partire dai banchi di scuola.

Il progetto 2026, denominato appunto ‘Verde a Scuola’, è stato ideato dall’Istituto di Bioeconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IBE), da Coldiretti e da Assofloro. L’obiettivo è valutare l’efficacia delle piante nel migliorare la qualità dell’aria indoor, un tema particolarmente rilevante considerando che milioni di studenti e docenti trascorrono ogni giorno diverse ore in edifici scolastici spesso caratterizzati da ventilazione insufficiente e dalla presenza di inquinanti.
La sperimentazione ternana è stata condotta presso la scuola secondaria di primo grado ‘Leonardo da Vinci Orazio-Nucula’. Da novembre scorso un’aula è stata allestita con diverse specie vegetali – tra cui Sanseveria, Chamaedorea, Schefflera, Ficus, Epipremnum, Yucca e Spathiphyllum – mentre un’altra è stata mantenuta priva di piante per consentire il confronto dei dati. Il monitoraggio è stato effettuato attraverso centraline sviluppate dal CNR e dotate di sensori per la rilevazione continua di anidride carbonica, particolato atmosferico (PM10 e PM2,5), temperatura e umidità.
I risultati, che saranno illustrati domenica 8 giugno alle ore 10 presso la biblioteca comunale di Terni, mostrano dati incoraggianti. Secondo quanto anticipato dal Garden Club Terni, «il verde indoor riduce in modo significativo il particolato atmosferico, in particolare il PM10, con decrementi compresi tra il 18% e il 20%». Benefici anche sul fronte del comfort ambientale: la presenza delle piante ha consentito una diminuzione della temperatura dell’aria compresa tra 1 e 2 gradi centigradi e un incremento dell’umidità relativa tra il 6% e il 15%.
Nel complesso, lo studio conferma che l’impiego della vegetazione negli spazi chiusi può rappresentare una soluzione sostenibile e accessibile per integrare i tradizionali sistemi di ventilazione e contribuire al miglioramento della qualità dell’aria negli ambienti scolastici, con possibili ricadute positive sul benessere e sulla capacità di concentrazione degli studenti.






